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Modotti – S/T (Autoprodotto, 2009)

Sulla strada dove suono post e cantato nel nostro idioma vanno a braccetto non sono stati fatti molti passi da che i Massimo Volume sono nati, vissuti e morti (e risorti, per ora senza lasciar tracce particolari): qualche pallida imitazione, molti, orrendi velleitarismi pseudo letterari, qualche buon tentativo morto sul nascere (i Six Minute War Madness di Full Fathom Six, fresco di ristampa). Con i Modotti è tempo di riprendere il cammino. Il suono è quello che ben conosciamo, fra Slint e June Of 44 con le sue dilatazioni, chitarre circolari, batteria discontinua; non proprio l'ultimissima tendenza, ma è più che mai necessario riallacciarsi alle origini, così come è inevitabile fare i conti coi già citati Massimo Volume, attraverso recitati ricondotti però fuori dal solco della narratività, verso una parvenza di forma canzone. Ma già in La Notte Dei Santi emerge un cantato, un cantato vero, che evoca i migliori Diaframma, adagiandosi sul chitarrismo in levare che fa da sfondo e lascia intuire come simili suoni e testi curati possano convivere. Ce lo confermano definitivamente gli haiku di A Torto e Distrazioni, brevi versi ripetuti dove le armonie vocali si sposano alla perfezione con la musica e stabiliscono cadenze che potrebbero prestarsi a testi ben più strutturati. Non sono che piccoli germogli, per ora, tutti quelli che un EP di quattro brani può ospitare: vanno annaffiati con abbondante ricerca testuale e fertilizzati con un'evoluzione strumentale che già si intuisce, ma ci sono buone speranza di arrivare presto a gustarne i frutti.

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