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Miss Massive Snowflake – 17/04/10 Esposta (Verona)

Tappa veronese per il tour italiano dei Miss Massive Snowflake, proprio mentre il tour europeo della nube del vulcano Eyjafjallajokull ci riporta un clima autunnale freddino e piovoso. L'Esposta, piccolo com'è, almeno aiuta a conservare un po' di calore. Il gruppo americano, in contrasto con la magniloquenza quasi orchestrale di Songs About Music, si presenta in spartano terzetto  con la coppia De Leon – Kennedy Crosby a chitarra, basso e voci e Jacopo Andreini all'ascetica batteria (cassa minuscola, rullante, piatto e charleston). Che l'ironia e una certa giocosità fossero connaturate al gruppo era evidente; inimmaginabile è invece la dilagante scemenza che animerà tutto il concerto, stimolata anche da qualche bicchiere di Valpolicella. Così da un lato abbiamo l'intelligente critica pop di Good Morning, primo pezzo della serata, di An American, di Shock And Awe, e dall'altro l'idiozia nient'affatto forzata (è un pregio o un difetto?) mmsnowflake---------------------espostadegli intermezzi per presentare i brani, dei rap dement-ziali, delle break dance e de testi mimati; se ci fosse bisogno di un nuovo Jello Biafra, solo un po' meno punk ma molto più alto, lo abbiamo qua. Non pensate comunque a una serata giocata in prevalenza su registri extramusicali: le canzoni fanno la parte del leone (evito uno scontato gioco di parole col cognome del leader) e rendono nonostante la cura dimagrante, valorizzando gli intrecci e la voce di De Leon e la fantasia percussiva di Andreini, che si serve anche di armi improprie come tazze metalliche, stampi da budino in rame, pareti. A rendere credibile il tutto, il fatto che i musicisti appaiano sinceramente divertiti e si spalleggino senza scadere nel gigioneggiamento gratuito, anzi, suscitando spontanea simpatia, quando non aperta ilarità. Solo per questo gli si può concedere di infilare, in mezzo alla toccante Bender e al pop di Two Guys, un rap autoreferenziale a metà fra Vanilla Ice e i Beastie Boys o di sfregare importunamente la chitarra addosso ai presenti sul finale del concerto. Finale che però è riservato all'ennesimo pezzo hip-hop, stavolta in anglo-italiano ("Dj faccia di cosa? DJ faccia di merda!" mi pare dicesse il ritornello) con De Leon a dimenarsi per terra col microfono attorcigliato al collo. Un B-boy dalle fattezze sudamericane e la divisa d'ordinanza osserva per qualche secondo, poi se ne va perplesso. Dobbiamo prenderla come una bocciatura? Poco male, i Miss Massive Snowflake sono promossi in tutte le altre materie.

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