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Midnight Faces – Fornication (Autoprodotto, 2013)

Dicono di loro di sentirsi come Tom Petty che incontra i Cure. Mi fanno sempre sorridere questi tipi di affermazioni: mi immagino sempre i personaggi citati che si presentano ufficialmente, si stringono la mano tipo inizio partita calcistica e inziano a cantare roba a caso tutti insieme finchè non viene fuori quello che sto ascoltando. A parte mettervi a conoscenza delle mie poco sane elucubrazioni mentali, non mi sembra granchè calzante il sopracitato ‘incontro’ immaginario. Voglio dire, per la parte Tom Petty, sicuramente ci sono le influenze da super ballata pop e per il lato Robert Smith Inc. si possono tirar fuori somiglianze spinte ad atmosfere 80s vagamente dark, ma, a mio parere, niente più. Invece, mentre Fornication passa dal mio lettore cd, mi vengono in mente moltissimi personaggi usciti negli ultimi anni che hanno riportato in auge la cara vecchia drum machine o che fanno prepotente uso di una voce in stile rock cantautorale di una trentina d’anni fa e potrei dire Editors, The National o The XX, anche se ce ne sono molti altri. Il lavoro dei Midnight Faces è dato da dieci tracce – che non trovo si differenzino più di tanto le une dalle altre – create da Matthew Warn (fondatore dei bravi Saxton Shore che, purtroppo, ci tiene a dire che è amico d’infanzia di Jonny Pierce dei The Drums… non so… forse spera per osmosi di avere un pò di fama?) per essere cantate da Philip Stancil. Il disco risulta carino e ascoltabile, credo piacerebbe molto ai fans dei gruppi in voga che ho scritto qualche riga fa, ma, per dirla in modo carino, non penso sia candidabile ad essere il lavoro dell’anno.

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