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Merzbow – MONOAkuma (Room40, 2018)

Se un amico neofita mi chiedesse 10 dischi fondamentali per comprendere il genere noise, tra quei dieci ce ne sarebbero almeno due di Merzbow: 1930 uscito su Tzadik e Pulse Demon. Poi potete sbizzarrirvi a cercarne altri e trovare i vostri preferiti, una volta che siete diventati fan del più grande noiser di sempre. Perché è impossibile tenere il conto delle infinite uscite che ha fatto in quarant’anni di attività, tra dischi solisti in qualsiasi formato, registrazioni live, collaborazioni e coinvolgimenti in svariati ensamble. Ho paura che si sfiori oramai la fatidica cifra di 500, difficile avere certezza sul numero preciso, come anche ricordarsi tutti quelli che si è sentiti anche recentemente. Certo non tutti all’altezza della situazione ed alcuni trascurabili, ma l’incidenza qualitativa rimane nel complesso piuttosto alta nella discografia del maestro giapponese. Tra le produzioni più recenti che mi hanno colpito menzionerei l’ottimo Cuts Of Guilt, Cuts Deeper (Rarenoise, 2015) in quartetto con Mats Gustafsson, Balázs Pándi e Thurston Moore, Untroublesome Defencelessness (Rarenoise, 2016) in trio con Keiji Haino e sempre Balázs Pándi, checche se ne dica mi sono goduto alla grande Merzxiu (Kingfisher Bluez, 2015), collaborazione con gli Xiu Xiu, e ho trovato interessanti anche quelle con i grinders Full Of Hell. Ma tante altre me ne sfuggono in questo momento. Ora il nostro, ovviamente, non è solo conosciuto per il numero strabordante di dischi prodotti, ma soprattutto perché non ha suonato solamente noise, ma in qualche modo lo ha “fatto” nel vero senso della parola, creandolo e dando una dimensione nuova alla pratica del rumore, trasformandolo in una delle forme più interessanti di linguaggio contemporaneo. Come tutti sanno, Masami Akita è tra le menti più ingegnose che ha saputo fare del frastuono un arte. Da composizioni analogiche fino a elaborazioni digitali, passando per diverse situazioni ibride, ha costruito uno stile riconoscibile scandagliando il senso profondo del rumore con tutte le sue forze e un’implacabile metodicità da serial killer.
Il prossimo anno cade il quarantennale della sua carriera e un modo per cominciare a festeggiare è questo MONOAkuma, registrazione della performance live tenuta nel 2012 presso l’Institute Of Modern Art di Brisbane. Cosa aspettarsi da questo nuovo parto del nostro eroe? Forse non un’uscita imprescindibile, ma, anche se non espresse alla massima potenza, quelle caratteristiche che lo hanno reso noto ci sono tutte: ottima padronanza del suono, forza espressiva indomita, quintali di frastuono accatastati e sviluppati con intelligenza e un notevole impatto emozionale. Quindi, se siete dei completisti questo è un disco da avere, mentre se volete iniziarvi al culto, vi consiglierei di cominciare dai fondamentali, ma comunque di darci un’ascoltata; e se invece non rientrate in nessuna delle due categorie, bhe, è il caso di fare uso della capacità di discernimento che il buon dio vi ha donato.

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