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Martyrdöd – Paranoia (Southern Lord, 2012)

Ultimamente pecco spesso di mancato tempismo: ascoltarmi questo “Paranoia”, ultima fatica degli svedesi Martyrdöd, nel pieno di una estate infernale non è stata cosa facile. Impensabile, e a tratti indigeribile, in quei giorni in cui sudavi ad aprire le palpebre, ascoltare il torrido, compresso, agghiacciante crust-core proposto dai nostri. Avere diluito i passaggi nel mio stereo mi ha permesso di sviscerare non solo il disco, ma anche il contesto entro cui si muove una proposta discografica del genere, uscita per la strombazzata Southern Lord. Partiamo da questo nuovo Paranoia: tirato, tiratissimo. Vecchia scuola svedese e inglese, d-beat a profusione, voce vomitata. Tutto da copione e fatto, siamo sinceri, anche molto bene. Qualche pezzo atmosferico, qualche giro che fa tanto Norvegia (diciamocelo il gruppo hardcore, e non sto assolutamente criticando la cosa, che suona con la maglietta dei Darkthrone è bello oscuro e accattivante). Un ottimo disco di genere però, quello che meriterebbe l’etichetta “For Fans Only”, che pecca però in alcune scelte: se di genere deve essere che almeno non pretenda di regalare pezzi da 5 o 6 minuti. La noia e la ripetitività sono dietro l’angolo. E se vogliamo qualcosa di non lontanissimo, beh, sempre sulla Southern Lord una band nostrana ha fatto un disco di più godibile e vario. L’etichetta americana da tempo pare aver aperto a questo tipo di sonorità, magari riverniciata e cromate per tirarle a lucido: una cosa positiva che permette di uscire dalle pastoie di una etichetta che a momenti induce anche il mio vicino di casa a sperimentare “drone” accattivanti, ma che potrebbe ricreare lo stesso effetto per di più su un genere meno dinamico e aperto e più “conservatore” come il crust-core. Volendo però uscire dal recinto dell’analisi socio-discografica, asfittica e fine a sè stessa, ritorniamo all’album: diretto, potente, spaccaossa. Per molti potrebbe bastare. Se siete consapevoli di cosa vi aspetta potrete trovare un dischetto godibilissimo.

 

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