Maninkari – Le Diable Avec Ses Chevaux (Conspiracy, 2008)

Nella mia personale campagna per la promozione degli sfigati (…sarà che m’identifico, che vuoi farci) questa recensione riveste un interesse particolare, non leggo molte riviste quindi magari questi Maninkari sono stati pompati ovunque, anche se sinceramente dubito vivamente vada così e se così non fosse sarebbe davvero un peccato perché questa, per quel che mi riguarda, è stata una delle migliori sorprese dell’anno appena concluso.
Il nostro Giorc è rimasto folgorato dai Menace Ruine che effettivamente non sono niente male, ma anche questi Maninkari non sono davvero da meno, il fatto è che prima di comprarli ero titubante, fra me e me pensavo: "Maninkari, che nome del cazzo… Okhara, Rhueda, Kulara… sarà uno di quei gruppi post-emo, magari noise, della minchia! (per altro quelli menzionati mi piacciono)", nonostante ciò, sotto consiglio del conte Piacenza (Shove), ho preso questo doppio CD e l’ho portato a "casa casina" (perché anche io come Ned Flanders prego iddio onnipotente che si è preso la Englaro infilandolo nel culo a tutti… Vaticano del cazzo in primis!). Essendo io malfidente e prevenuto ho fatto uno più uno e vedendo che era su Conspiracy (la Hydra Head europea, quella che è gestita fra gli altri da un ex Rubish Heap, gruppo più che mai sottovalutato) ho pensato che sarebbe stato figo, ma l’avevo già incasellato nella sezione "post-core metalluso". All’opposto, i Maninkari sembrano uno strano incrocio fra Trial Of The Bow, le Amber Asylum molto più tecniche, della musica un po’ più free o più che altro freak ed un gruppo Constellation con una vena decimante noir, diciamo che in altri tempi con buona probabilità sarebbero stati su Release. Nessun cedimento nonostante la gran mole di materiale (si tratta di un doppio CD) e l’altra cosa sorprendente è che tutti gli strumenti sono suonati dai due fratelli Charlot che si alternano a viola, cymbalon, santoor, tastiere, batteria, piano e campionamenti. Musica da camera cupa, freakketume sciorinato con una finezza davvero incredibile ed un retrogusto vagamente etnico (in questo forse direi che trovo una gran continuità con i Trial Of The Bow). Al di là di ogni scomodo parallelo il disco anche quando sviluppa i crescendo lo fa in modo fine, senza mai attaccarsi troppo a questo o a quell’altro cliché, la tensione e l’atmosfera delle tracce sono così dense che i pezzi scorrono uno dietro l’altro in una specie di continuum più naturale di quello che che hanno molti dischi che nascono con questo preciso intento. Il mini che precedeva questo doppio annoverava due remix affidati a Scanner e Broadrick, se tanto mi da tanto anche nel gusto degli abbinamenti direi che i fratelli francesi abbiano fatto filotto. Se la tirchieria vi trattiene (come me) dal comprare porcate nuove che tanto troverete nell’usato fra un mese, questa volta c’è di che accanirsi contro il beneamato maialino salvadanaio. Se i Rachels fossero andati in depressione ed avessero attraversato la "twilight zone", il pet sematary ce li avrebbe riconsegnati così…"I don’t want to live my life again… oh oh oh no!".

Tagged under: , , , , , , ,

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Blast from the past!

Franz Rosati - Theory Of Vortex Sound [Outflux I] (Ripples/Capillary…

Franz Rosati pubblica dischi fin dal 2007 e da buon programmatore multimediale costruisce de sé i propri strumenti, ovvero i…

31 Jan 2012 Reviews

Read more

Fast Forward / T Cells - Split 2x3"CD (Three…

Ci si domanda spesso (sì, giuro che ogni tanto mi stupisco a domandarmelo) dove la incredibile forza critica di due…

05 Sep 2006 Reviews

Read more

Rollerball - 4 Corners (Wallace, 2014)

Caso strano i Rollerball: seppure in giro da molti anni, con una discografia importante a cui è difficile stare…

12 Mar 2014 Reviews

Read more

Kitchen Door - Sodapop Edition n.5

Arriva la primavera, ma non è tutta rose e fiori. Abilmente occultata tra innocenti melodie e apparentemente inoffensive canzoni pop,…

28 Feb 2010 Podcasts

Read more

Mathieu Ruhlmann - As A Leaf Or A Stone (Afe,…

Nel darmi questo disco da recensire, mi è stato detto che tanto quanto avrei dovuto abbassare il volume per ascoltare…

03 Jul 2010 Reviews

Read more

Amusin' Projects - Mistery In The Making, Vol. 3 (Autoproduzione,…

Rimaniamo in ambito bizarre, ma stavolta su differenti coordinate. Amusin Projects, autentica dichiarazione di intenti, è il progetto dietro cui…

19 Sep 2021 Reviews

Read more

Trent'anni di Sigillum S: solo una tappa verso l'infinito

Ci sembra parimenti difficile e inutile presentarvi i Sigillum S: difficile perché, in poche righe, è impossibile tratteggiare una carriera…

11 Apr 2016 Interviews

Read more

Heike Has The Giggles - Sh! (Goodfellas, 2010)

Ecco gli Heike Has The Giggles, la rivelazione power punk italiana dell'anno! Voce femminile languida ma graffiante, chitarra da motocross…

09 Jun 2010 Reviews

Read more

Faccioli/Gastaldello – Dissangue (Autoprodotto/Tulip, 2013)

Non è raro, fra i musicisti del giro avant e non solo, ritrovarsi in studio, suonare e “vedere quello che…

20 Nov 2013 Reviews

Read more

Ensemble Uzi - S/T (Autoprodotto, 2009)

Fa uno strano effetto sapere che un terzetto del genere, musica improvvisata che evita accuratamente la struttura…

28 Jul 2009 Reviews

Read more

Putiferio - Ateateate (Robotradio, 2008)

Altro gruppo per il quale partivo prevenuto in base al nome e cri**o i**io non è un buon segno! Spero…

05 May 2008 Reviews

Read more

Gil Hockman - Dolorous (Self Released, 2015)

A volte la semplicità paga, come nel caso di questo disco fatto di niente, nato quasi per caso attraverso un…

28 Oct 2015 Reviews

Read more

Winfried Ritsch – Woodscratcher (God, 2013)

Bisognerebbe definirla musica concettuale, questa di Winfried Ritsch, se non fosse che il termine "musica" mi pare eccessivo: qualcosa di…

19 Jun 2013 Reviews

Read more

Noise Female

Breve escursione nell’affascinante stato dell’arte del suono femminile del 2018. Il breve percorso che stiamo per fare non vuole aggiungere nulla…

21 Dec 2018 Articles

Read more

Aucan - S/T (Africantape/Ruminance, 2008)

Giù la maschera: ero partito molto prevenuto nei confronti degli Aucan, temevo che sulla scia dei Three Second Kiss fossero…

16 Jun 2008 Reviews

Read more

Fine Before You Came + Vulturum – 25/09/09 Arci Kroen…

Lontani nello stile musicale ma vicini nello spirito, essendo nati, in tempi diversi, dal substrato della scena punk hardcore degli…

13 Oct 2009 Live

Read more
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
Back to top