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Magliocchi/Angeloni/Castanon/Lenoci – The Spell And The City (Setola Di Maiale, 2010)

Credo che si tratti del più ostico dei tre cd che ho ascoltato e che coinvolgevano alle percussioni Marcello Magliocchi, se in precedenza l'elemento jazz era molto più evidente, con questo lavoro si entra in modo netto in un ambito e in un suono molto più incline alla musica contemporanea. Il quartetto percussioni, soprano sax, chitarra elettrica e piano/synth si sviluppa in modo molto più sinistro, criptico, zoppicante ma comunque sempre con una certa decisione, che coniugata ad una certa sicurezza fa sì che si tratti di musica che nonostante le variazioni di dinamica resti comunque sempre lì, front-line in faccia a chi sta ascoltando.
Se questo modo di suonare fa trasparire una fermezza dei singoli elementi che compongono la line-up, distanzia il suono di The Spell And The City da molta musica che gioca con l'ambiente, su questo lavoro non troverete suoni che flirtano con il riverbero della stanza, giochi di onde di suono e passaggi che indugiano su una o al massimo una serie minima di note. In questo disco gli strumenti giocano fra di loro, le singole voci ed il loro modo di incastrarsi diventano "liet motiv" del modo di improvvisare di questo quartetto. Si tratta di melodie mediamente astratte in cui sono al più le percussioni di Magliocchi ed il synth di Lenoci che fanno da effetti speciali e da contorno su piano, sassofono e chitarra che fanno da prime ballerine su di un palcoscenico piuttosto spettrale. Un disco non facile e sempre in bilico fra l'angoscia del presagio ed il peso di un segreto, ma proprio per questo direi che in quest'atmosfera sovraccarica di suspence il quartetto porta a casa il risultato di combinarsi in modo molto convincente.

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