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Luigi Milani – Rockstar (Lulu, 2006)

Prendiamo la storia di una veejay disgustata dal suo lavoro su Mtv, il cantante di un gruppo grunge morto tragicamente e i suoi colleghi superstiti, un famoso fotografo del rock anni ’70 alle prese con l’età che avanza, la paura collettiva del dopo undici settembre, la spietata legge discografica dello “show must go on”, le fugaci apparizioni (cameo letterari?) dei Rolling Stones e di David Bowie… Con questi ingredienti il titolo del libro è senz’altro rispettato in pieno: eppoi?
A questo punto le cose si fanno più difficili: anche se gli argomenti interessanti sulla carta ci sono tutti, questo non basta, ci vuole un qualcosa in più perché la lettura decolli. Infatti, pur mescolando tutti questi elementi, Rockstar non è riuscito a fare scattare in me la molla dell’interesse: la trama non procede in modo avvincente nonostante i tanti rimandi messi in gioco poiché le buone idee dal punto di vista della narrazione scarseggiano, la scrittura manca un po’ di personalità e la scorrevolezza ne risente subito, nonostante cambi di ritmo e qualche lieve tentativo di variare registro; sono d’accordo sul punto di vista dell’autore nei confronti del mondo della musica che spunta fuori qui e là tra le pagine del libro, ma anche questo argomento non si dipana fino in fondo. Non tutte le ciambelle riescono col buco? Pare che il detto in questo caso abbia funzionato…

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