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Ludmilla Spleen – Gennariello (Artista Anch’Io/Villa Inferno/Neon Paralleli, 2020)

Mi rendo conto siamo ad inizio anno e di cose ne potremo  ascoltare molte, ma ad oggi, senza indugio alcuno diciamo che codesto è il miglior album del 2020. Nome e titolo forse non invogliano di primo acchito, ma la sostanza è una bomba che ti esplode sulla faccia. Noise tecnico, imprevedibile, balli da testate contro il muro, anthemica paranoide: praticamente l’album che  One Dimensional Man hanno sempre sognato e che purtroppo i Neurosis non faranno mai più. La chitarra sa essere velluto e pugno di ferro, mentre la voce, filtrata attraverso un tappeto di lana di vetro sputa in faccia ingiurie mescolate a briciole di malsano sarcasmo. Un disco vivamente consigliato a chi pensa che Zu, Bachi da Pietra e Pierpaolo Capovilla siano il massimo della creatività trasversale prodotta oggi in Italia. Compratelo, rubatelo o sognatelo. Vi fosse un poco di giustizia in questo sporco mondo, qualcuno depositerebbe Gennariello sulla scrivania di Mike Patton con un biglietto con sopra scritto “hope”. Nel mio personale cartellino dieci cum laude et laudano. E aggiungo un rituale ale’ ho-ho. Tante belle cose.

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