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Lucy Mina – Can You Hear The Steps? (Asbestos Digit, 2018)

Chi si nasconde dietro l’enigma di Lucy Mina? Un illustre sconosciuto oppure qualcuno più noto del panorama indipendente nostrano? La cosa non ci è data sapere benchè (da quanto risulta) ci siano già state esibizioni dal vivo dell’artista. L’etichetta digitale di Andrea Prevignano comunque non conosce tregua, anzi ribolle oggi come non mai di proposte ed iniziative che hanno l’epicentro artistico e/o di riferimento nella città piemontese nota alle cronache (soprattutto) per l’immane tragedia dell’Eternit: Casale Monferrato. Il progetto di Lucy rimane in ogni caso un concept e nello specifico racconta la quotidianità di Eddie che viene progressivamente squarciata da oscure presenze che non è chiaro se si manifestino all’ esterno oppure dall’interno stesso del nostro eroe. Musicalmente siamo sulle coordinate di un continuo riverbero elettrico che molte volte riporta alla memoria tanto John Carpenter quanto gli Orbital di In Sides. Vibrazioni, scricchiolii ed echi dilatati scompongono in milioni di frattali la chitarra di Lucy che a differenza del teletrasporto dell’Enterprise si ricompone a pochi centimetri di distanza dalla partenza. Lavoro non facile quindi nella sua fruizione diurna, ma stimolante e che certamente richiede svariati ascolti per addentrarsi in profondità nei meandri tortuosi della narrazione.

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