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Luciano Maggiore & Francesco “Fuzz” Brasini – Chàsm Achanés (Boring Machines, 2011)

Con la benedizione di Santandreadegliamplificatori e del giro bolognese più sperimentale Luciano Maggiore e Francesco Brasini, assistiti da Mattia Dallara in qualità di ingegnere del suono, il 24 aprile del 2009 si sono chiusi nell’ex fabbrica e ora centro musicale Officina 49 di Cesena e hanno registrato l’unica lunga traccia di questo disco.
Opera drone per elettronica e chitarre auto costruite, Chàsm Achanés ha un andamento lineare e un po’ telefonato, che induce tuttavia un certo trasporto: i bordoni si innalzano e inabissano con frequenza lentissima, simili a enormi figure che si muovono in nella nebbia sporca e finiscono per uniformarsi in una distesa di synth fumosi che trasmettono un senso di pace quasi oppiaceo. Dato il contesto in cui la registrazione è stata effettuata il riverbero naturale del luogo è fondamentale per la resa sonora e di conseguenza il modo di fruizione più appropriato è l’ascolto in cuffia; tuttavia l’impressione è che il disco restituisca solo in parte il fascino del momento, difetto tipico di queste operazioni: si intuisce come il suono abbia riempito gli spazi conformandosi e a sua volta trasformandoli, ma il senso profondo dell’esperienza, la sua consistenza fisica, sfugge. Aspettiamo dunque il suo al varco del live, dimensione ideale a far emergere le potenzialità del progetto. 

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