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Lola’s Dead – Those Who Read Between The Lines (Autoprodotto, 2011)

Diciamo che, solitamente, quando chi suona decide di cambiare genere, cambia persone con cui suonare. Diciamo anche che ci sono le eccezioni a confermare quelle che si usano dire regole e che io stia per parlare di un quartetto che rientra perfettamente nella suddetta eccezione. I Lola's Dead, infatti, dopo diversi anni di attività sotto il nome Die Fesche Lola (una canzone tedesca che, nonostante sia stata portata al successo da quella gran donna di Marlene Dietrich nei primi anni Trenta, mi richiama un'atmosfera da Oktoberfest in maniera allucinante), hanno cambiato genere e nome mantendo la stessa line up e si sono registrati e autoprodotti un interessante concept EP. Tre lunghe tracce che costituiscono un disco che definirei vicino ad una matematicità molto in voga fino a qualche anno fa, la storia di un'esistenza – divisa nelle fasi della vita gioventù, età adulta e vecchiaia – narrata attraverso frequenti cambi di ritmo virati piacevolmente verso il mondo dell'indie nel quale delay e overdrive spesso sono protagonisti. Anche se i Lolas dichiarano di non riconoscersi all'interno di un genere predefinito, ascoltando l'EP mi ritrovo a pensare che i grandiosi Motorpsycho di Angel's And Daemons At Play e Trust Us siano tra la "top five" di hornbyana memoria di questi quattro pistoiesi – come Sometimes A New Born Lies sembra voler dire -.
Ok, è evidente, i Lola's Dead non sono una band particolarmente innovativa, ma mi sembra di poter dire che i pezzi lascino trasparire una certa ricerca e gusto per i suoni e ritengo che Those Who Read Between The Lines sia proprio un buon lavoro. Lola's Dead, long live Lola!

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