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Lo Sceriffo Lobo – Confetture Per Adulti (Marsiglia, 2017)

Non si tratta del malevolo personaggio dei fumetti nè dello spasimante della Carmencita pubblicitaria (si lo so che si chiamava Miguel, ma il tiro è quello). Lo Sceriffo Lobo, all’anagrafe Marco Rabingum ligure di nascita ma dalle radici lontane, è uno strano tipo che si aggira nella movida genovese evidentemente perso nel proprio mondo. Le coordinate musicali sono tra un Atom And His Package autistico e l’ironia di Cochi e Renato: come non rimanere ammaliati infatti dal subdolo sarcasmo di Ascoltando i Black Flag o dalla sci-fi di Carlo Carlo? Una canzone quest’ultima che, nelle intenzioni, i Tre Allegri Ragazzi Morti vorrebbero scrivere pur non essendo in grado di farlo. Certo, per onestà intellettuale, dobbiamo precisare che il giocattoloso sinth dello Sceriffo sulla lunga distanza ti stronca un poco facendoti venir voglia di Cannibal Corpse dentro un tombino, ma stiamo al gioco e sosteniamo gli strani sogni/deliri del personaggio: uno che dal vivo perde più tempo a chiacchierare con il pubblico che a suonare. Ultimo fondamentale dettaglio, secondario ma angolare: la fidanzata dello sceriffo si chiama Tijuana. Una cosa che io trovo meravigliosa, voi no?! Insensibili!

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