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Live Footage – Doyers (Autoprodotto, 2013)

Topu Lyo e Mike Thies da più di cinque anni servono la scena di New York City con la loro musica, ricetta composta da ingredienti psichedelici, Post Rock, Jazz, Hip Hop – Going Somewhere – e, soprattutto, Dub – Just Moving Parts, Ant Colony, Mortality -. Che bontà, insomma. Il duo di Brooklyn (che compare nella grafica della cover mentre passeggia, appunto, in una stradina incorniciata da case con le tipiche scale antincendio a zig-zag) compone meravigliose colonne sonore che possono a pieno titolo essere considerate la musica classica contemporanea e, direi, anche sinfonica, visto che, insieme a loops e samplering di tutti i tipi, ci sono batteria e tastiere e, strumento più o meno fisso, un violoncello elettrico a cinque corde – Lucien, Korean Tea Shoppe -. I Live Footage si basano su uno spirito impro che hanno voluto imbrigliare per Doyers: pare che il loro mantra per questo lavoro sia stata una frase di (nientepopodimenoche) Orson Welles: “L’assenza di limitazioni è nemica dell’arte”, forse per paura di perdersi nei meandri dell’improvvisazione, i Nostri hanno registrato per (ben) una settimana su un otto tracce a nastro (sì. Quello splendido oggetto vintage con le bobine, tipo film con gente dai jeans a zampa o le pettinature afro) e hanno setacciato il meglio in (ben) 17 (superlative) tracce. Un ultimo pensiero su quella che credo sia una scelta – altrimenti è un mistero assoluto! – di autoproduzione, al posto della quale mi immaginerei etichette che fanno a botte seriamente per accaparrarsi artisti di così alto livello, e segnalo che nel prossimo autunno i Live Footage saranno in Europa per un tour.

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