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Le Mal d’Archive – La Chanson De Mai (Autoprodotto, 2009)

Gruppo napoletano di nascita ma francese d’adozione, non credo solo nella scelta del nome e nella suggestione della lingua utilizzata per cantare, ma in un certo senso in tutta l’estetica. Non esattamente degli "chansonnier" pur trovandosi immersi nella forma canzone fino al collo, bensì degli indie-poppers molto fini e con i suonini be arrangiati ben congeniati e ben prodotti, soprattutto per quello che credo sia una sorta di demo.
Che Napoli e la Campania non sia per nulla nuova alla canzone d’autore filo-indie ormai è un dato di fatto, dai gruppi della Sea Horse recording, ai Toys Orchestra, fino agli ottimi lavori di Barbara De DominicisLe Mal D’Archive non fanno nessuno scivolone tanto che non confermi il fatto che la capitale campana sia culla di un circuito musicale disunito come altrove ma molto interessante. La Chanson De Mai forse è ancora un po’ acerbo pur mostrando una bella tensione fra gli abbozzi di canzone ed un pizzico di elettronica quasi sperimentale, un po’ di "mal de vivre" e qualche finezza snocciolata fra le varie tracce che vanno a comporre il disco. Si tratta di un mini piacevole in cui Pasquale Napolitano e Felice Acierno mettono tre tracce principali e due intermezzi che le vanno a separare. Tutto molto semplice e ancora da far sbocciare, ma con tutte le carte per portare ad un buon lavoro.

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