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La Piramide di Sangue – Tebe (Sound Of Cobra/Boring Machines, 2012)

Mi mancava ancora un disco per l’estate, uno di quelli buoni da ascoltare quando si scende a sud, che abbia i profumi del Mediterraneo ma che stia alla larga dall’etno-rock politicamente corretto buono solo per la Festa di Rifondazione. Mancava, ma adesso, grazie a La Piramide Di Sangue, c’è, anche se è meglio affrettarsi: tiratura di cinquecento copie in vinile, ovviamente rosso.
Il settetto torinese (gente di Movie Star Junkies, King Suffy Generator e Love Boat in formazione) l’avevo sentito al NOFest, senza riceverne una grande impressione; probabilmente l’ora tarda e la fatica dei tre giorni non erano buone compagne, fatto sta che questo disco ribalta completamente il giudizio e le coordinate. Lo spirito che aleggia fra i solchi di Tebe è abbastanza krauto e qualche paragone sarebbe possibile con gli altrettanto “egizi” Ash Ra Tempel e (primi) Popol Vuh, ma il vocabolario dei nostri è ampio e arriva a includere l’Egitto cosmico di Sun Ra, così come una quantità non indifferente di suono genuinamente nordafricano, che a Torino fa ormai parte dell’ambiente urbano. Proprio questo è il punto di forza della band, e come sempre, davanti a dischi nostrani che praticano il verbo dello psych etnicamente consapevole, mi chiedo se c’entrino qualcosa ascolti degli Aktuala e della concittadina Joel Orchestra. Comunque sia, lo avete capito, siamo lontani dall’etno-kitch di scuola Master Musicians Of Bukkake (salvo forse per la scelta del nome): il pulsare grasso dei due bassi e delle percussioni, il wah-wah strabordante delle chitarre e le melodie ondivaghe del clarino, danno vita a sette strumentali hard-freak di media lunghezza, da fruire in continuità, all’insegna di uno spirito europeo che guarda con curiosità e partecipazione al Medioriente. Musica al contempo trascinante e rilassata, che si può godere sia in concerto, ondeggiando al ritmo del deserto, sia a casa, seduti sul tappeto col narghilè d’ordinanza. Ma anche se siete straight edge non temete, il suono della Piramide è così avvolgente che, anche senza sostanze, vi troverete  a vagare fra dune, oasi e tende da cui escono forti aromi d’Oriente.

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