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Kill Kalashnikov – 7 Years (Depression House/Lemming, 2008)

Album postumo, in funerea, appropriata grafica all black, per il quartetto veronese scioltosi nel 2007. Registrato al Red House di Senigallia e masterizzato a Chicago dal solito Bob Weston (ma saranno solo le band di casa nostra a rivolgersi a lui?) il CD raccoglie otto tracce di canonico noise anni '90, basso e batteria in evidenza, seicorde a rumoreggiare, voce che alterna urlati a tentativi di melodia poco convinti. Le chitarre hanno a volte qualche bella intuizione alla East Bay Ray, ma nel complesso si tratta di giri e soluzioni compositive già sentite mille volte già parecchi anni fa. Non dubito che dal vivo le canzoni dei Kill Kalashnikov avessero la propria  ragione d'essere, ma sentito qui non si ha l'impressione di essersi perso qualcosa di epocale. Oltretutto, il non poter pensare a questo CD come punto di partenza o di passaggio di un gruppo con un futuro, ne enfatizza ulteriormente l'inutilità, buono solo per gli ex membri e i loro amici che volessero abbandonarsi a nostalgici amarcord.

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