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Ka Mate Ka Ora – Thick As The Summer Stars (A Buzz Supreme, 2009)

"We are a slowcore – shoegaze band!" Ci pensa già il gruppo di Pistoia a scrivere il succo della storia di Thicks As The Summer Stars, esordio di grande spessore che attraversa in un ascolto solo le atmosfere di Slowdive e My Bloody Valentine (All Around), lo stile cupo e le fotografie sbiadite dei Red House Painters fino ad arrivare alle ultime cose tra Amusement Park On Fire e Gregor Samsa. I paragoni certo si sprecano, ma un lavoro del genere mixato e masterizzato da Mark Kramer (aka Kramer), già al lavoro con Low e Galaxy 500, ha una forza, una statica imponenza (Bonnie), e una padronanza di scrittura che sorprendono. C'è pochissima luce nel tunnel ma appena si apre un varco dalle chitarre a cascata (Pony's Broken Leg) la dilatazione diventa sogno e le parti strumentali si aprono a vocalizzi che si confondono in mezzo magma delle dilatazioni. Con la collaborazione alla voce del conterraneo Samuel Katarro in cinque pezzi, i Ka Mate Ka Ora sembrano cadere di continuo nella braccia avvolgenti della malinconia (Sharing Anticlockwise) e della lentezza, trasformando il già sentito in pezzi decisamente trascinanti.

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