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Jenny Wilson – Love And Youth (Rabid, 2005)

Vestito color carta da parati sbiadito, scialle della nonna, voce splendidamente stridula e due occhi dolcissimi che ti fulminano. Un disco fatto tutto da sola come da sola la misconosciuta Jenny Wilson si esibisce, con la sua chitarra acustica e qualche trucchetto elettronico che riempie gli spazi e ti fa ballare (lo spot della Misura Summer Time e Hey, What'sThe Matter?). Questo proprio mentre stavi quasi piangendo a causa di quel ritornello clamoroso che chissà da dove è spuntato.
Ok lei è svedese, ha seguito da spalla quel ragazzo-talento che riponde al nome di Jens Lekman e ho appurato in qualità di paparazzo che il loro rapporto non è solo, per così dire, professionale. Se lei specifica, come leggo, in Bitter? No, I Just Love To Complain: "So I made songs, taped 'em on my machine. Sent cassettes to a record company. They said: you know you're here to intertain? You look good girl, but I can hear no refrain", mi cascano anche le braccia visto che Let My Shoes Lead Me Forward fa battere il piedino a più non posso, così come Would I Play With My Band? e Love And Youth fanno pensare a una novella Cat Power, così come i testi (amore/gioventù) densi di tenacia, intrisi d'amore, di delusioni e di interrogativi sul futuro (troppo matura per godersi la giovinezza, ma comunque totalmente inadatta al solo pensiero di diventare una buona madre). A tutto ciò Jenny riponde combattendo e tirando dritto di testa sua, il tutto con un senso del ritmo sbalorditivo ("Don't care about what people said. Be brave. You better fight if you have to"). Tanto quel che sarà, sarà.

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