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James Irwin – Unreal (Autoprodotto, 2015)

Dopo l’esordio indieacustico Western Transport arriva al secondo disco James Irwin: invece di replicarsi, nella sua seconda autoproduzione il canadese cambia le carte in tavola, dando alla sua musica un arrangiamento particolarmente accattivante che ben si sposa con la sua voce particolare.  Le nove canzoni di Unreal sono davvero irreali, sospese in un mondo da night tardi settanta / inizio ottanta: a fine serata, sala vuota, colori pastello nella penombra, fumo e malinconia a quintali. Il lavoro di produzione ha tenuto conto anche dei dettagli fino ad ottenere un suono davvero magistrale: basso più che in evidenza, tastiere d’atmosfera, qualche fiato e un goccio di chitarre leccate compongono una magia su cui scorrono questi pezzi senza tempo, con davanti a voi la pista vuota di fine serata e nessuno che balli questi midtempo… ma nulla è perduto, la voce delicata di Irwin e le canzoni di Unreal risuoneranno nel vostro stereo per lungo tempo: dategli una possibilità, la merita davvero.

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