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Il Pan Del Diavolo – S/T ( 800A/Malintenti, 2009)

Avevamo terribilmente bisogno di questo duo siciliano: al 50% amaro come una sbronza cattiva e al 50% dolce e grind come una poesia di Alda Merini. Il vero condimento di questa band è un folk and roll senza briglia o fronzoli come se Rino Gaetano fosse ancora vivo e combattesse insieme a noi. Nessuna menata, nessuna posa, nessun feticismo, solo un distillato di voodoo Violent Femmes sempre a metà strada tra il mezzogiorno e il delta del Mississippi. E poi avevamo bisogno de Il Pan Del Diavolo per almeno un centinaio di altri buoni motivi: il primo che mi viene in mente è che a furia di guardarci dentro non ci siamo accorti che ci hanno fregato la macchina, mentre il secondo è che la sicilia è una terra bollente, ma troppo spesso sottovalutata, è quindi giusto essere travolti da cotanta geniale semplicità. Già, quando mi capita tra le mani una cosa tanto semplice, ma geniale come questo EP, riprendo ad avere speranza nell'uomo. Aldilà della musica, amici miei, aldilà della musica… "Coltiverò l'ortica – il caffè avvelenato – Non faccio mai l'amore e guardo poco dentro agli occhi – molti studiano a Bologna, ma non tratto cose serie – ballo allo specchio l'alli galli e poi mi salta il cuore in gola."

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