since 1997, our two cents on indie/punk/post/electronica and more...

Il compleanno del Megawolf 2 – 05/02/11 Ekdina (Carpi – MO)

Strano animale il Megawolf che da un anno all’altro cambia la data del compleanno. Trattandosi comunque di una tremenda e irascibile bestia non ci facciamo troppe domande e servilmente ci rechiamo all’appuntamento, fissato come di consueto nella sua tana, comunemente nota come Ekidna. Anche questa volta il potente animale si è adoperato perché la strada dei suoi fedeli servitori sia sgombra di nebbia, così che arriviamo con solo un’ora di ritardo rispetto all’orario d’inizio annunciato. Com’è tradizione del luogo i concerti inizieranno da lì a un’altra ora.
Dobbiamo subito notare come le presenze siano in leggero calo rispetto allo scorso anno, cosa che non resterà senza conseguenze per gli assenti, così quando partono i romani Heisenberg, inseriti in cartellone all’ultimo secondo, nella sala siamo poco più di una decina. Il loro hardcore caratterizzato dall’alternanza fra parlato ed urlato e da melodie di tastiera sommerse dal noise chitarristico (chiamatelo screamo se vi va, a me il termine ripugna) si fa benvolere e nel corso dell’esibizione l’affluenza aumenta decisamente. C’è ancora del lavoro da fare, specie sulla struttura dei pezzi, ma alcuni funzionano già bene, ad esempio il lento (così lo chiamano loro) Incontrarsi A Copenaghen. Diremo, per dovere di cronaca, che abbiamo rischiato di assistitere all’ultimo concerto se non del gruppo almeno del chitarrista, che nel corso della serata ha provato ad andare all’altro mondo sopraffatto dal terribile nettare che vagatha__megawolf_2a sotto il nome di Latte di Suocera, bevanda sacra al Megawolf dai terribili effetti collaterali. Tornando alla musica è ora il momento delle Agatha, che confermano come il riassetto a duo abbia giovato alla formazione: nella loro mezz’ora macinano spietatamente sludge’n’roll schiacciasassi che induce il pubblico all’headbanging mid-tempo, ormai numeroso. La già classica Mosh Training segna l’apice, una dilatata e sofferta versione di Punk Explained To My Mother chiude i giochi. Dal punto di vista strettamente musicale sono loro il gruppo migliore della serata. Salgano poi sul palco i Manthra Dei, psichedelia vecchio stampo, ma aggiornata nei suoni, fra Jimi Hendrix e Greateful Dead, che ci sommergono con un’onda di inesorabile wah-wah. Fossero stati entro i canonici trenta minuti sarebbe stato un concerto piacevole ma raddoppiato il tempo il tutto si trasforma in un’esperienza estenuante, almeno per chi non ha il supporto di sostanze atte a mettere in sintonia con la musica. A riportarci brutalmente sulla terra pensano i Colossal Monument, colossalmonumetn__megawolf_2padrini della lenta pesantezza nonché resident band dell’Ekidna. Doom-core dove una batteria ha l’onere di supportare due bassi e due chitarre (di cui una a otto corde), concedono il solito spettacolo spaccaossa, mentre lampi di buio dell’eclettico fonico rendono più difficile e quindi più intrigante la performance dei musicisti. Passiamo ai DUNE, freschi di disco nuovo, che non sfigurano, allontanando finalmente gli influssi neurosisiane ormai abusati e impreziosendo il tutto con una ben fatta cover di Astronomy Domine. Attesissimi e incontrastati reginetti della serata sono i pisani Disquieted By, che trascendono il discorso puramente musicale con un’esibizione energica e demente insieme. D’altra parte, quando si suona rock’n’roll ultrasonico con un cantante in tenuta da Henry Rollins degli anni d’oro (boxer neri e basta, insomma) ma con la pancia di Lino Banfi e la mimica di Jello Biafra, cosa ci si può aspettare? Che per l’unica volta in tutta la sera si scateni il pogo e si passi continuamente dall’esaltazione al mal di pancia dal ridere. Insomma un concerto in cui si dà tutto, cosicché al momento dell’esibizione dei Chambers mi assopisco su un tavolino, stremato dallo sforzo e, lo ammetto, da un rhum (bianco!) e pera in dose tale che avrebbe nauseato pure Long John Silver. Non che la loro musica sia particolarmente rilassante, sono io che non ho più l’età. Che il Megawolf mi perdoni.

(foto di Marcella Spaggiari)

Tagged under: , , , , , , , , , ,

Leave a Reply

Back to top