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Hobocombo – Now That It’s The Opposite, It’s Twice Upon A Time (Trovarobato/Parade, 2011)

Hobocombo su disco, finalmente. Dopo averli apprezzati al No Fest di Torino la scorsa estate, per il gruppo di Andrea Belfi (che di recente abbiamo visto in compagnia di David Grubbs), Francesca Baccolini (già negli Urania) e Rocco Marchi (Mariposa) arriva il momento di un esordio discografico che combina assetto strumentale jazz e allegro spirito rock'n'roll, a cui si accodano echi caraibici e sapori del Morricone più messicano. E, sorpresa, il tutto suona elegantemente pop.
Sono sette pezzi, tutti appartenente al repertorio di Moondog, eccentrico musicista uso ad aggindarsi da vichingo per le strade della Grande Mela, al cui tributo è dedicata l'attività del terzetto. Il rischio, in casi come questo, non è tanto l'apparire una pedissequa cover band (la formazione contrabbasso/batteria/chitarra elettrica e synth, mai utilizzata dall'artista americano, scongiura fin da subito il rischio), quanto quello di restituire delle versioni normalizzata delle composizioni. Quante canzoni di Syd Barrett o Daniel Johnston avete ascoltato, totalmente disinnescate da esecuzioni banali? Diciamo subito che non è questo il caso, dato che tutte le rielaborazioni sono fedeli allo spirito, ma non eccessivamente rispettose delle strutture originali: alcune vengono dilatate (Theme), altre messe in loop (All Is Loneliness) o riviste con inserti vocali (di tutti e tre i musicisti) in sostituzione gli strumenti originari. Anche dal punto di vista della caratterizzazione non esiste uno schema fisso, ogni composizione viene assimilata e restituitaci con un trattamento ad hoc: qualcuna è resa più austera, qualcun'altra più giocosa (Be A Hobo) o malinconica (Enough About Humar Rights), sempre fatti salvi i tempi dispari, marchio di fabbrica del vichingo urbano, che danno la chiave di lettura di un lavoro fruibile sia "di pancia" che con orecchio attento. Hobocombo è l'anello di congiunzione fra il Moondog minimale dei concerti sui marciapiedi e quello più elaborato delle registrazioni in studio: musica fortemene empatica che avrà la possiblità di farsi apprezzare da un ampio ventaglio di ascoltatori.

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