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High On Fire – De Vermis Mysteriis (E1 Music, 2012)

Inarrestabili Matt Pike e soci tornano con il sesto album: ancora una volta un lavoro avvolto dentro una fitta nebbia palustre e malsana. Una sorta di concept, basandosi sulle parole dello stesso Pike, attraversato tanto da vangeli apocrifi (o forse solo fantasy) quanto da una cosmologia alienata, ma sempre suggestiva. Una via di mezzo tra Conan Il Barbaro e Vicki Il Vichingo agli occhi di noi disincantati e cinici europei, ma il fatto che gli High On Fire abbiano ancora cosi tanti estimatori tra gli amanti delle droghe leggere quanto di alcuna dotta intellighenzia musicale fa ben sperare nel futuro della musica contemporanea. Certo, una tal ostentata rozzezza neobarbarica, qualche volta è un po’ difficile da digerire, soprattutto nella prima metà della giornata. Il lavoro non si sposta molto dai gorghi neri e impetuosi dei lavori precedenti, tronfio sempre di una certa personalità unna mai doma e sempre pronta alla pugna. A colpi d’ascia ovviamente. Un disco consigliato ai neobiker e ai nostalgici dello Schwarzenegger da drive in.

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