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Gypsophile – Assunta (Lenka Lente, 2006)

Non so praticamente nulla della canzone francese, i "buchi" nelle mie conoscenze musicali sono grossi come crateri; Guillaume Belhomme scrive e canta con la sua chitarra acustica, portandosi dietro tutta quella storia che io non conosco, ma per fortuna c'è anche altro: lui ed i suoi compari, nascosti dietro il nome Gypsophilie (la voce femminile di Marine, una chitarra, un clarinetto, un basso e una batteria) hanno ascoltato parecchia musica che ho ascoltato anche io negli anni novanta. Il loro disco richiama subito due etichette, ben note a chi ama il pop malinconico: 555 Recordings e Pehr.
Nelle tredici canzoni di Assunta (chissà perché questo nome tipicamente siculo… bisognerebbe chiederglielo) si trova soprattutto quella sospensione magica, quell'andamento fatato capace di ammaliare. Accenni qui e là di clarinetto e gocce di elettronica aiutano ad immalinconire ancora di più le melodie della chitarra acustica, le canzoni sono ridotte all'osso proprio come nei dischi degli Empress (non a caso pubblicati sia su 555 che su Pehr…), come fossero degli Hood di Rustic Houses, Forlorn Valleys meno "suonati". Un intreccio di generi, la canzone francese e l'indie-pop più sbilenco, che sembra distante ma poi non lo è per niente; per gli amanti della cronaca spicciola, il disco è registrato con una buona qualità sonora ed è il loro sesto.
Ma più di tutte queste parole valgono le loro canzoni… www.gypsophile.com.

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