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Grizzly Imploded – Anabasi (Sincope, 2013)

Fra le etichette in circolazione la Sincope è certamente da annoverare come una delle più coerentemente devote al rumore, non solo in ambito italiano; tuttavia ci piace notare come questa devozione non si traduca in un cieco immobilismo, ma porti alla ricerca di nuovi talenti al di fuori dell’ambito strettamente industrial/noise. Se i Vetro erano stati una piacevole incursione nei territori del rock rumoroso, i partenopei Grizzly Imploded battono, nello stesso ambito, i territori dell’improvvisazione, sfoggiando un suono ruvido e senza compromessi.
Parente di Oddly Imploded e Strongly Imploded, progetti ad assetto variabile con alcuni musicisti in comune, questa versione mette insieme le chitarre di Sergio Albano e Maurizio Argenziano (A Spirale, Aspec(t)) con la batteria di Francesco Gregoretti (One Starving Day), ma più che al rock l’attitudine è prossima a quella di certa elettronica di confine che in quel di Napoli è portata avanti da gruppi come  Aspec(t) e Sec_. Quello generato dai Grizzly Imploded è un flusso sonoro continuo strutturato in blocchi spigolosi, che si slabbrano e ricompongono di continuo, senza dare punti di riferimento. Potrebbero ricordare gli Starfuckers di Infrantumi, ma privati della voce e degli spazi di silenzio: qui va in scena la tensione senza pause che nasce dal corpo a corpo fra una chitarra usata in maniera poco ortodossa, a tratti irriconoscibile e una suonata più canonicamente (si fa per dire…), mentre la batteria detta i tempi e fa da arbitro. L’equilibrio non si raggiunge mai, così come nessuna delle due arriva a prevalere sull’altra, ma non è questo l’obiettivo: “Il processo è il prodotto. Il prodotto è il processo” direbbe Genesis P. Orridge; in questo disco il senso risiede nell’esperire l’immersione in un’atmosfera claustrofobica (la sola The Attempt To Find A Refuge For Body And Spirit Drives To Self-Destructive Madness riserva qualche apertura) fra frequenze disturbate e spettri di melodie, senza chiedere null’altro che vivere il momento. Anabasi (dal greco: spedizione verso l’interno) non è un titolo scelto a caso.

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