Golem Mecanique – Nona, Decima et Morta (Ideologic Organ, 2020)

Golem Mecanique è il monicker della francese Karen Jebane che approda sulla Ideologic Organ della Editions Mego con il nuovo album Nona, Decima et Morta. Se il precedente IV metteva in mostra alcuni degli ingredienti migliori della Jebane in un’ottica di per se interessante, ora vengono strutturati ancora meglio e depurati da elementi più marcatamente elettroacustici; cosa che al contrario di ciò che si possa pensare ne intensifica in realtà la prospettiva di ricerca.
Con un set minimale di voce drone box e organo, e avvalendosi della collaborazione della musicista neofolk Marion Cousin alla voce e all’harmonium, la Jebane costruisce un suono denso e intensissimo, dark ma distante da qualsiasi pomposità di genere. Partendo proprio dalle straordinarie intuizioni drone di Eliane Radigue, la musicista francese sviluppa un personale discorso di musica meditativa, interpretando le architetture perfette di opere come Transamorem Transmortem con un taglio ancestrale che fa emergere una personalità oscuramente cristallina: un minimalismo fatto di coordinate precise e semplici, ma sorrette da una visione tanto forte da fare di queste due tracce un luogo molto affascinante.
Un lavoro che in una prospettiva contemporanea e con sottile acume ci racconta di sensazioni perdute; si concentra sulla risonanza profonda dell’esistenza, fa vibrare l’interiorità dell’ascoltatore per portare alla luce sentimenti occultati in qualche luogo della mente e poi dimenticati. Le parole hanno un potere maieutico, ma la voce, da strumento, via via si fonde con i bordoni che vivono di lente stratificazioni, di attacchi precisi e trasparenti che creano sommatorie impressionati, arricchendo lentamente il suono di pulsazioni subliminali che arrivano ad avvolgere il battito cardiaco. Con un particolare gioco di specchi, l’incedere ripiega su se stesso, acquista una spiritualità primitiva, e man mano che gli elementi trovano la loro perfetta collocazione trascendono la linearità trasformandola in un enorme loop psichico immerso in un tempo ciclico. Un risultato ottenuto con una naturalezza sorprendente.
Nona, Decima et Morta di Golem Mecanique si rivela più di ogni altra cosa un’esperienza riflessiva e profonda, capace di pacificare ma senza alcuna condiscendenza. Tra le cose più belle da ascoltare.

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