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Giulio Aldinucci – Tarsia (Nomadic Kids Republic, 2012)

Il nuovo lavoro di Giulio Aldinucci esce per una etichetta giapponese e questo mi conferma l’idea che mi ero fatto per il suo precedente disco Vicino a nome Obsil, ovvero che il sol levante sia un territorio “sonoro” molto adatto al nostro. Il senese si presenta al quarto album con il proprio nome, mantenendo però ferma la sua direzione musicale e la qualità della sua proposta.

Field recordings e parti suonate si intrecciano con un lavoro di composizione finissimo, veri e propri intarsi musicali melodici e mai scontati: atmosfere delicate di indubbia qualità che fanno uso di echi, riverberi e sovrapposizioni in modo eccelso a comporre un paesaggio limpido che mostra sempre nuovi particolari ascolto dopo ascolto; Tarsia è un disco sì di genere, ma così fresco e coinvolgente da rapire letteralmente l’ascoltatore. Se vi va di ascoltare e scaricare altra sua musica, nell’intervallo tra gli ultimi due dischi Giulio ha partecipato al progetto Cathedrals di Pietro Riparbelli e ha pubblicato un EP per la bella etichetta Laverna.

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