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Gianni Mimmo/Harri Sjostrom – Live At Bauchhund, Berlin 2010 (Amirani, 2011)

Ennesimo ritorno di Gianni Mimmo, non che se ne fosse mai andato, anzi, se ci fosse anche solo una qualità che non può essere negata al musicista pavese è la tenacia. Perseverare sarà anche diabolico, ma porta anche risultati, tanto di più in tempi in cui i "fenomeni" durano poco più delle tempistiche paventate dalla famosa boutade di Warhol. Una registrazione per due sax soprano (credo che sia la prima volta che mi capiti, per altro), paradossalmente si tratta di due suoni e due stili molto complementari ma parecchio distinti, poi avendo ascoltato buona parte delle uscite del lombardo non ho problemi a dire che il suo suono e i suoi fraseggi siano molto riconoscibili.
Nel caso di questo lavoro registrato dal vivo a Berlino le tracce non vanno mai troppo sul lungo, dialoghi veloci anche se mai frenetici, dissonanze contenute e attriti molto scarsi. Il modo di ballare dei due ottoni è molto armonico, Harri Sjostrom e Mimmo sfruttano molto sia il loro background jazzistico che la musica colta ad ampio respiro, nonostante ciò trovano anche modo di azzuffarsi amabilmente come in alcuni passaggi di Tag-Soup. in tempi in cui Villalobos recupera il catalogo ECM (che, va detto, è zeppo di dischi molto interessanti) ed in cui molto jazz perde di efficacia, questo disco rientra comunque in quell'ambito di jazz che fa ancora male, non dico che il sottotitolo del lavoro potrebbe essere "astenersi perditempo", però credo che bastino pochi minuti di ascolto per rendersi conto che i due sassofonisti pur attingendo consapevolmente e a piene mani dalla tradizione lavorino in modo molto radicale.

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