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Geisha Girls – Disappearing Act (Number3, 2006)

Qui facciamo sul serio. Parliamo di OC, quella vera. E dell'aria che ivi tira. Ma oltre al DawsonBrendonBrenda di turno a Orange County ci stanno ancora i punk o no??? Eviterò di lanciarmi in una scontata retorica di "oh those were the days of Adolescents, TSOL, Vandals, Agent Orange…" per vedere se questo gruppo abbia senso nel qui e ora.
I Geisha Girls sono un trio classicamente californiano, debitore però, e non poco, alla scena discorde della capitale, tanto da essere stati spesso chiamati da HR, leader dei Bad Brains, a eseguire in veste di backing band il meglio del suo repertorio. Basterebbe questo a chiudere qui il discorso.
Senza correre il rischio di appendersi ai trend del postpunk più godereccio in stile Q And Not U, i ragazzi sparano tutte le loro salve, Regrets e la title track su tutte, ben dirette, forti e chiare. Nessuna tentazione di sell out emotivo. Che sollievo poter ascoltare un cd senza il rischio di farsi accapponare la pelle dai peggio ammiccamenti trendy. Anni fa ci si scandalizzava se le Elastica ciulavano in allegria i pezzi a Wire e Fall. Ora che tre quarti della roba in giro è squallido rimasticamento le boccate di aria fresca fanno bene. Aria pungente, elettrica, energicamente energetica. Come uscire una mattina e scoprire che fuori fa freddo. Per la mia modesta libreria di riferimenti questi mi vanno dritti dritti vicino ai Burning Airlines e, come i suddetti, spero ardentemente di avere l'occasione di vederli dal vivo.
Come l'ossigeno che brucia gli zuccheri, quest'aria di OC in trasferta sui palchi promette già scintille nel far dimenticare le stucchevolezze di questa stagione così flaccida.
Nonostante il proclama di sparizione del titolo questi mi suonano decisamente intenzionati a rimanere.

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