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Filtro – Materia (Dokuro, 2018)

Il ritorno di Filtro, progetto di Angelo Bignamini (The Great Saunites, Lucifer Big Band) e Luca De Biasi (Satantango, Vhd Vhd) non poteva avere un titolo più rivelatore di quale sia la natura del progetto; riordinando logicamente la breve discografia del gruppo  verrebbe da porre questo prima del predecessore Riflesso: se là si cercava una strada espressiva, forse anche narrativa, Materia – rimanendo nel dominio assoluto dell’analogico – ritorna al grado zero e sceglie uno stile informale che si concentra sull’esposizione e sulla valorizzazione delle qualità del suono. Sono appunto sonorità materiche, concrete, che scorrono come un fiume denso, trasportando qualche occasionale battito e cigolio, ma che in generale offrono all’ascolto una superficie uniforme ed increspata che guadagna profondità e ricchezza alzando il volume (e ancora altre sensazioni regalerà l’ascolto in cuffia). Tutto è sempre realizzato con tapes, sintetizzatori  e microfoni, ma la sensazione che si ha ascoltando è quella di un nastro colto nell’atto di suonare sé stesso, il medesimo nastro – in un forte legame fra realizzazione ed ascolto – che sta girando nel nostro stereo. Materia è un lavoro dall’alto coefficiente di realtà, un’esperienza particolare e quasi paradossale: musica da toccare con le orecchie.

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