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FERC – The Trial Of Monologue (Silta, 2012)

Si legge sul sito dell’etichetta che “La missione di Silta Records è di pubblicare e divulgare registrazioni di musica creativa caratterizzate da approcci improvvisativi moderni in ambito Jazz & Beyond – Contemporary”. Il progetto FERC soddisfa pienamente questi requisiti, andando a toccare praticamente tutti gli ambiti citati, forse anche qualcuno in più. È questo un duo che unisce Rossella Cangini, cantante di ricerca torinese dal corposo curriculum (i percussionisti Billy Cobham e Don Moye e l’ex Pop Group Mark Stewart fra le collaborazioni) e il musicista partenopeo Fabrizio Elvetico, che già conosciamo per il suo lavoro con Illachime Quartet, impegnato con basso, piano ed elettronica.
In The Trial Of Monologue troviamo sei pezzi di musica che possiamo definire solamente contemporanea, che va colorandosi di jazz elettronico (Dawn) e addirittura dark/industrial (Slam), arrivando anche strizzar l’occhio alla tradizione partenopea, ma con un curioso spirito internazionale ante litteram (O Bene Mio, opera cinquecentesca del fiammingo Adrian Willaert). A dare calore alla musica prevalentemente elettronica ci pensa la voce in costante mutazione della Cangini, che non dà punti di riferimento: può essere sguaiatamente pop, quasi alla Cyndi Lauper (Dawn) o isterica e malata (Run Run Run) e ancora elegantemente blues, ma in verità la cantante sfoggia un ventaglio di soluzioni talmente ampio da rendere improbo ogni tentativo di incasellamento per generi. Il risultato dell’alchimia è una musica elegante e mobile, che giocando al confine fra avanguardia e pop ricercato, potrebbe risultare adatta ad un pubblico più vasto di quello del solo circuito avanguardista. Sebbene qui il discorso musicale sia più ricco e complesso, in molti punti non siamo troppo distanti dalla proposta del duo Musica Nuda e anche senza ricorrere alla faciloneria di riarrangiare pezzi pop, FERC potrebbe incontrare il gusto delle frange più aperte del pubblico jazz. Sarebbe una fortuna, per tutti.

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