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Eternal Zio – Vibbria (Autoprodotto, 2011)

Questo CD-R si presenta in modo assai dimesso, una semplice busta dalla grafica incerta e bruttina, con solo l’indicazione del nome gruppo, del titolo del pezzo (che essendo l’unica traccia è lo stesso CD) e degli strumenti impiegati, ma all’ascolto si rivela una perla di psych-drone-folk che meriterebbe ben altra visibilità e diffusione, che non la semplice vendita carbonara ai concerti.
Avevamo già fatto la conoscenza degli Eternal Zio dal vivo, ma il supporto fisico ci dà la possibilità di un ascolto più approfondito e meno legato alle sensazioni del momento, guidandoci in un viaggio iniziatico che in altri tempi avrebbe avuto come compagni la Third Ear Band e i nostri, misconosciuti Aktuala. In altri tempi, perché, quello che questa ensemble con membri di Asabikeshiin, Rella The Woodcutter e Valla produce, è musica inquieta che poteva venire creata solo in questi nostri anni. Costruendo il brano con l’elettricità di chitarra e tastiere e con gran quantità di strumenti acustici (ghironda, arpa ebraica, percussioni, armonica) gli Eternal Zio veleggiano su un drone continuo e vibrante verso l’India e le sue accordature aperte e nel viaggio raccoglie le percussioni del Maghreb e intercetta il canto dei muezzin, tutte melodie che si combinano sotto una cappa scura, nel segno di psichedelia malata (ma non depressa) che permette di rifuggire ogni connotazione etnica o peggio world, ponendosi come sintesi ed esempio mirabile di stoned folk. Nel composito panorama di genere nostrano, che ultimamente sta regalando alcuni lavori niente male (Above The Tree, Child Of A Creek, Bemydelay) questo gruppo meriterebbe un posto davvero di rilievo, se sono qualcuno lo notasse.

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