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Eremite – All Things Merge Into One (Taxi Driver, 2014)

Questo è l’album che i Mastodon hanno perso per strada: seguendo infatti un filo cronologico ascensionale avrebbe dovuto seguire Leviathan per confermare la band di Atlanta come miglior extreme rock-act in circolazione. Ma questo non è accaduto. E soprattutto, qui non stiamo sviscerando un disco di Brann Dailor e soci. Fabio Cuomo e Giulia Piras con All Thing Merge Into One, seconda uscita su Taxi Driver, confermano pienamente la propria poliedrica espressività musicale dentro un lavoro dai molteplici stati d’animo e riflessioni, ma che non smarrisce mai il filo conduttore di una struggente disperazione emotiva. Certamente per il futuro, sarà difficile riuscire a valicare tale sforzo creativo, ma Cuomo, a dispetto delle miti apparenze, è capace di rivelare continuamente sacche di energia creativa che non è mai avido a rilasciare. L’ album si struttura come consuetudine entro un’ armatura black, ma è al contempo capacissimo di svincolarsi dai dogmi di genere per prendere respiro, a seconda della necessità, all’interno di bolle d’aria strumentali capaci di orbite proprie pur sempre connesse al pensiero portante dell’ intero lavoro. Un disco maturo e completo quindi e che ci auguriamo non rappresenti ancora il climax espressivo degli Eremite.

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