Edible Woman – The Scum Album (Ame/Psychotica, 2007)

Come già detto per altri dischi anche per gli Edible Woman capacità degli strumentisti ed una buona produzione annullano completamente la distanza dalla produzione d’oltre oceano. Non so perché ma mi sembrava di aver sentito che il disco fosse stato prodotto e registrato direttamente negli Usa ed invece la mano è quella di Magistrali, quindi spiegato perché l’impressione da superproduzione mi era rimasta già dopo i primi ascolti. Suono "american-fracassone" con tutti i crismi di sorta, a partire dalla batteria aperta a tappeto, dai bassi taglienti, fino alle dinamiche che ballano e vibrano dove devono senza schiacciare tutto senza sali e scendi… ma può una produzione con Magister in piena forma "fare" un disco? No, almeno non in questo caso, infatti capacità e scrittura sono tutte della band e non si tratta di una buona confezione per un prodotto altrimenti mediocre, tutt’altro. Il suono ed il tipo di pezzi mi ricordano molto alcune cose post-punk del giro GSL, ma nulla di ultradeviante, semmai GoGoGo Airheart, I Am Spoonbender, Beautiful Skin e Pleasure Forever più nei ranghi, ma come avrete ben intuito la tastiera non "sta dietro" mentre la squadra si chiude a catenaccio, anzi, gioco a zona dove il tastierista fa da punta avanzata. Anche la voce che normalmente è il tallone d’Achille dei gruppi "paisà" che suonano questo genere si difende, forse è la cosa più "indie" rock oltre all’idea melodica che regge le canzoni. Un altro gruppo che forse aggiungerei al calderone sono i 90 Day Man del periodo di passaggio al cantautorato neo-prog ma per fortuna gli Edible Woman ancora in preda ai bollori giovanili (credo… oppure un pizzico di Skin Graft nel background) non risultano così pallosi come talvolta il gruppo di Chicago ha saputo essere ("e Dio solo sa se gli ho voluto bene"). Arioso, ma tendenzialmente malinconico, non troppo depresso (quindi sta alla new wave come i gruppi GSL stanno al dark) ma "vigoroso", come diceva Kojak del Bianco Sardi. Pur non essendo il mio pane quotidiano non posso che constatarne l’ottima forgia, anzi a naso dei gruppi tastierosi che girano ora direi che sembrano quelli più efficaci.

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