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Dilatazione – The Importance Of Maracas In The Modern Age (Acid Cobra, 2010)

Dopo un demotape in piena era "postrock" e un ottimo esordio di qualche anno fa, ritornano i toscani Dilatazione e per l'occasione variano ancora le coordinate sonore della loro musica: se in Too Emotional For Maths il postrock era accompagnato saltuariamente dal cantato e parzialmente stemperato nei suoi stilemi canonici, qui le distanze si fanno ancora più notevoli e sebbene il disco sia prevalentemente strumentale, non c'è tempo per far affiorare la noia "da postrock".
Le dodici tracce sono sì strumentali (a parte due interventi cantati di Samuel Katarro e Benvegnù, anche produttore artistico) ma i suoni variano tra accenni di freaketudine prog, ritmi sudamericani e soprattutto grandi dosi di synth virati verso il kitsch, con richiami danzerecci e melodie orecchiabili; il disco scorre veloce e grazioso, come se i Tortoise di Standards fossero andati in libera uscita al luna park: è proprio la Chicago più "free" (a mio avviso la più interessante) il maggior punto di riferimento di questo disco. Come sempre aiutano molto la riuscita del disco le capacità e il gusto della batteria di Alessio Gioffredi, vero motore sempre a mille e in generale le capacità tecniche della band, oggi più di prima al servizio della melodia interessante ma non "facile". Menzione per il titolo di canzone dell'anno va a Bettino Krauti, con tanto di campioni vocali del nostro indimenticato e indimenticabile statista.

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