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Destroy All Gondolas – Laguna Di Satana (MacinaDischi/Shyrec/Sonatine/Deathcrush/Crampi, 2017)

Dev’essere qualcosa disciolto nell’aria o nell’acqua (o nel vino?) che fa sì che certe cose possano venire fuori solo dal Veneto: un suono che lì può vantare una tradizione all’insegna della sana ignoranza e delle insane geometrie portate avanti da gente come Lucertulas, A Flower Kollapsed e Putiferio. I Destroy All Gondolas chiariscono fin dal nome – e lo confermano nel titolo e nell’azzeccato artwork a cura de Il Lama – di voler rappresentare di questa ignobile genia il lato più selvaggio e rock’n’roll, un rock’n’roll ovviamente così degenere e imbarbarito da far inorridire ogni purista che si rispetti. Probabilmente è perché quello che anima il trio (gente che milita o ha militato ne Il Buio, Gonzales e John Woo) è uno suono (e uno spirito) punk deragliante e noise che fa sì che i pezzi viaggino come un hot rod con al traino un erpice: strada facendo raccoglie di tutto, dal surf come lo suonavano i Dead Kennedys (Alchemist) al black metal demente degli Impaled Nazarene (Demonolatreia) a rallentamenti alla maniera dei primi Cathedral (ancora Alchemist).  Dieci pezzi, la metà abbondantemente sotto i 3 minuti (il più lungo supera comunque di poco i 4), che sono schegge solo apparentemente impazzite di HC sferragliante e convulso ma mai inutilmente arzigogolato (niente tentazioni prog da queste parti) dove una melodia che vi si appiccichi addosso la trovate sempre; che poi vi arrivi contro a 300 all’ora non è, con tutta evidenza, cosa che preoccupi il gruppo. Le strade battute non sono nuove in assoluto ma dare il nome al risultato finale non è così semplice, questi avrebbero potuto dividere il palco tanto coi Cramps quanto con gli Swing Kids senza apparire fuori luogo in nessuno dei casi, fate i vostri conti. In chiusura ma cosa assolutamente non secondaria,  piace notare l’assoluta mancanza di paraculaggine o cazzoneria a buon mercato che spesso nel genere va a coprire carenze a livello tecnico o peggio d’idee: qui si suona e basta, senza rompere tanto le palle. This is Veneto.

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