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Daniele Brusaschetto: ombre spalmate sui bordi dei pensieri

Difficile definire con poche parole la musica di Daniele Brusaschetto: il suo lungo percorso già dagli inizi mostrava un taglio molto personale e la tendenza ad amalgamare influenze diverse abbinandole ad una forte dose di personalità. Nei suoi dischi si possono trovare echi di elettronica, musica industriale, metal, indie, darkwave e molto altro, ma sempre imbrigliati e rimodulati dalla sua poetica. Daniele è uno dei più preziosi outsider della musica indipendente italiana che ci sia oggi in circolazione: gli abbiamo volentieri fatto qualche domanda, togliendoci anche qualche curiosità e approfondendo alcuni dettagli sul suo presente e passato.

SODAPOP: I primi ricordi che ho di te sono relativi al demo dei Mudcake: trovai l’indirizzo su qualche fanzine punk/HC o su un numero di Blast!, non ricordo con precisione, fatto sta che per quegli ambienti eri comunque un irregolare e onestamente già allora non avrei saputo inquadrarti in nessuna area. Ci dici un po’ qual è stato l’ambiente in cui ti sei formato e quali le tue fonti d’ispirazione iniziali?
DANIELE: Il primo demo dei Mudcake, anno 1993: e sì, già allora si era fuori dai “giri giusti”, sebbene i Mudcake fossero una band di “rock alternativo”, area musicale molto battuta. Andavamo matti per Jane’s Addiction, Primus, Soundgarden. Da adolescente ascoltavo essenzialmente heavy metal prediligendo le bands più estreme. Poi il mondo mi si è spalancato davanti agli occhi o, per meglio dire, davanti alle orecchie. Qualsiasi genere musicale ha iniziato ad essere potenzialmente di mio gusto.

SODAPOP: Dicci del tuo rapporto col metal. E’ una musica ritenuta da molti un passaggio obbligato, che poi è necessario abbandonare per diventare grandi (nota: dissento completamente: non di rado il metal è stato un’avanguardia che ha saputo travalicare i limiti del genere); solitamente, o lo si rinnega, o si continua ad amarlo di un amore esclusivo. Tu non lo hai mai abbandonato, suonando coi Nerocapra e in solitaria con Diononesiste, ma al contempo lo hai fatto convivere con le tue altre anime musicali. Lo vedi più come un divertissement o è un veicolo per dar forma a idee e sensazioni che altrimenti rimarrebbero inespresse? Sei ancora interessato agli sviluppi del genere o trovi ispirazione nei classici? (in entrambi i casi, ci faresti qualche nome ispirante, attuale o passato)?
DANIELE: Per me è stata la prima cosa musicale che mi abbia dato delle sensazioni pienamente soddisfacenti. Però sono stato uno di quelli che dopo la fanciullezza ha rinnegato il Metal per quasi dieci anni. Poi, agli inizi degli anni ’00 la passione ha ricominciato a bruciare ardentemente. Concordo con te, il Metal è un genere che riesce con successo ad essere poliedrico e sperimentatore. Per me suonarlo in vari side-projects è un divertimento ineguagliabile, poi è anche una scusa per sputare fuori pensieri estremi che altrimenti non vedrebbero la “luce”. Nomi storici che hanno concimato le mie radici: oltre ai super classici che non c’è bisogno di nominare: Voivod, Pestilence, Slayer, Anacrusis, Prong, Carcass, Entombed, Wehrmacht, Morbid Angel, Napalm Death, Ratos De Porao, i primi che mi vengono in mente. Sul “nuovo” ho rallentato la marcia su tutti i fronti musicali, non sono più molto stimolato a ricercare e scoprire: mi capita talvolta di imbattermi in nuovi artisti che mi piacciono, ne acquisto i dischi, li ascolto con piacere, ma poi finisce lì. Preferisco in questo periodo farmi avviluppare da film e serie tv: nuova dipendenza! Chissà cosa capiterà in futuro?

daniele_brusaschetto_intervista_2SODAPOP: La tua discografia è immensa, non solo per numero di uscite, ma anche per la quantità e la varietà dei progetti in cui sei stato coinvolto. Quali sono i progetti con cui attualmente sei attivo? Ce li vuoi presentare?
DANIELE: Il progetto laterale più attivo e senz’altro Diononesiste, banda in cui milito io solo, dedita a death black ambient metal. Poi c’è Ich Niente, duo chitarristico condiviso con Mirco Rizzi. Facciamo uscire un album ogni 5 anni circa. La musica proposta è rock ‘da camera’, colonne sonore per film inesistenti; questi sono i principali, ce ne sarebbero altri presenti e passati ma mi dilungherei troppo…

SODAPOP: A tuo nome sono usciti dischi dei generi più svariati, dalla sperimentazione elettronica al cantautorato folk, senza troppo calcolo, mi sembra di poter dire, anche se con una certa progressione logica. Gli ultimi lavori invece sembrano in qualche modo congiungere gli estremi e trovare un equilibrio fra rumore e cantato e mi sono sembrati i migliori che tu abbia mai fatto. Senti di aver trovato una tua dimensione, un tuo linguaggio o vivi anche questo come uno dei tanti passaggi?
DANIELE: E’ uno dei tanti passaggi, anche se nel bilico tra noise estremo e cantautorato deviante posso dire di trovare del sollievo. E’ qualcosa di simile ad un ritorno alle origini. Ora vedremo dove il caso, l’ambiente, il minimo di volontà e il minimo di convenienza mi porteranno.

SODAPOP: A questo punto è d’obbligo chiederti un approfondimento sui testi delle tue canzoni: fin dall’inizio della tua carriera hai mostrato una vena particolare direi a metà tra l’intimo e l’universale, con cui hai arricchito la tua musica di una componente fondamentale e personale, cosa purtroppo rara nel panorama italiano. Come nascono le liriche? Come le sviluppi? Da dove deriva la tua poetica? Sei appassionato di poesia?
DANIELE: Non sono un appassionato di poesia e purtroppo sono un lettore svogliato e discontinuo. Le parole dei testi nascono giorno per giorno, scritte sull’agenda mignon che porto sempre con me. Essenzialmente frasi che mi ballano in testa all’improvviso, che sento pronunciare da sconosciuti, lette su improbabili riviste di gossip, che mi sembra di captare da un discorso lontano, immaginate, sognate. Poi, in fase di stesura, metto insieme i pezzi e il mosaico trova la sua forma, più o meno chiara, più o meno sensata.

daniele_brusaschetto_intervista_3SODAPOP: Dal vivo nelle date seguite alla pubblicazione di Rapida E Indolore suoni assieme a Marco Milanesio: il set è molto riuscito, sia dal punto di vista della voce e degli arrangiamenti che dell’aspetto multimediale con le immagini proiettate sullo sfondo. Suoni spesso live come Daniele Brusaschetto assieme a Marco? Hai avuto altre line-up nel passato? Negli anni non hai fatto un gran numero di concerti: ti piace come dimensione? è difficile trovare date o semplicemente è un aspetto che non ha i potuto/voluto approfondire?
DANIELE: Mi fa piacere tu abbia trovato valido il set. Marco Milanesio è un gràn fonico e ha registrato molti dei miei album. Anche se lo conosco da una ventina d’anni è solo di recente che abbiamo iniziato a suonare dal vivo insieme. In passato la formazione più gloriosa è stata quella con Mirco Rizzi e Bruno Dorella (Ovo, Ronin, eccetera), con loro ho fatto svariati tour in Europa e uno negli Stati Uniti.Erano quasi quattro anni che non suonavo più dal vivo, mi era passata la voglia. Trovare date è complicato, certamente si, soprattutto se chiedi un minimo di cachet, soprattutto se non hai un’agenzia di booking alle spalle, soprattutto se non sei nessuno. Mi sta di nuovo passando la voglia eh eh eh…

SODAPOP: Sei un musicista che ha costruito una propria entità musicale soprattutto come solista, dove ti presenti in prima persona. Ascoltando le tue collaborazioni o vedendoti interagire dal vivo con altri dai l’impressione, almeno da fuori, di essere a tuo agio nel confronto musicale con altri, seppur con una tua forte poetica personale. Confermi questa mia idea? C’è qualcuno con cui hai in progetto o ti piacerebbe collaborare oppure una occasione mancata che rimpiangi?
DANIELE: Le collaborazioni ovviamente funzionano ottimamente quando il/i parter sono amici musicali di vecchia data. Ultimamente è uscita una cassetta condivisa con Paolo Spaccamonti, compagno di sei corde da diverso tempo, ne sono felicissimo! E speriamo di suonare insieme anche dal vivo in un prossimo futuro. Ciò dicendo non escludo certo la possibilità di poter collaborare con musicisti stimati che non conosco affatto personalmente, ma più si invecchia e più la voglia di mettersi in gioco viene meno! Occasioni rimpiante… no, non che io mi ricordi.

SODAPOP: In chiusura è d’obbligo chiederti qualcosa sul Daniele Brusaschetto che verrà: su cosa stai lavorando? CI parli delle tue attività presenti e di quelle del prossimo futuro?
DANIELE: Al momento sto cercando di suonare il più possibile dal vivo. Ho acquistato per questo proposito la mia prima automobile di sempre, nuova, spaziosa, economica, a bassi consumi; ideale! Ho suonato al mitico Mu.vi.ment.s Festival di Itri, ero elettrizzato! Come uscite discografiche, è pubblicata da poco una compilation in vinile 12″ dell’etichetta giapponese 10 Label con un mio brano inedito, un remix per la verità. A breve uscirà una compilation digitale dedicata ai 30 anni dall’uscita del disco Affinità Divergenze dei C.C.C.P., prodotta da Kollaps (http://associazionekollaps.com). Il prossimo album a nome Daniele Brusaschetto uscirà probabilmente tra non prima di un anno; sto lavorandoci saltuariamente, senza fretta, per ora ho messo su vari loops zoppicanti e a bassa fedeltà: avrò di che divertirmi nei mesi a venire.

www.danielebrusaschetto.net
danielebrusaschetto.bandcamp.com

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