Corrado Altieri – Less (Azoth, 2019)

Con Less Corrado Altieri dismette i panni brutali del terrorista sonoro celato sotto il nome di Uncodified per esplorare territori differenti e più riflessivi. Un disco di ricerca nel senso più puro del termine a livello della carriera personale del suo autore, che mostra una volontà di sperimentare testualità inusuali partendo dai frammenti dei propri ascolti e della propria esperienza pregressa costruita in altri ambiti sonori. Se le timbriche rispetto alla power electronics che contraddistingue il monicker più conosciuto del nostro sono infatti differenti per caratura e diminuzione del volume, l’intimismo di questo nuovo lavoro si rivela del tutto contiguo alla gestualità tipica di Altieri. Una volontà di percorrere strade diverse dal solito che ha fruttato nove tracce che vivono nell’humus di un minimalismo coriaceo, diramandosi poi in rivoli differenti e variegati a lambire uno spettro molto ampio di possibilità discorsive.
Un susseguirsi di paesaggi sonori cupi e profondi che risuonano di elettronica analogica e suggestioni concrete, che se da un lato appare come l’incipit di un nuovo percorso ancora perfettibile, vuoi anche per la molteplicità delle direzioni intraprese, dall’altro mostra una qualità espressiva e una personalità ampiamente spendibili anche in questo differente campo d’azione.
Se nel complesso, quindi, Less manca di un’omologia stilistica di fondo del tutto ferrea, bisogna notare come la base di partenza della ricerca risulti del tutto pertinente e interessante, centrando perfettamente alcune tracce che si sostanziano come picchi espressivi degni di nota. È il caso dell’elettronica cupa di Interno, dove la musicalità scura è screziata da aggressioni contundenti; di Lakes, che sorprende con il suo impasto di trame nere e primitivismo glitch figlio dei Matmos; di Tables, che costruisce un percorso di serialità sonora attraverso il recupero di materiali basici, incestandoli con ritmiche minimali che richiamano alcuni fraseggi di Limbo; e infine di Islands, che spinge gli argomenti in derive cosmiche stilizzate. Brani che mostrano come all’interno di Less possiamo trovare buon pane per i nostri denti.
Un inizio interessante e un progetto sicuramente da seguire nei suoi sviluppi.

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