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Camillocromo – Rocambolesca (Autoprodotto, 2011)

Non credereste mai alla roba che ci viene mandata da recensire per questo sito: dalla musica italiana al punk rock di quart'ordine, dal nu metal mal fatto all'indie che i demo degli anni Novanta suonavano meglio. Eppure ogni tanto insieme ad alcune cose fuori luogo arrivano delle chicche davvero notevoli come questo disco. Non so se Sodapop sia il sito più indicato per potersi occupare di un gruppo del genere ma a riceverne di produzioni come questa, davvero, grazie mille ragazzi. I Camillocromo sono in bilico fra una banda di paese, una big band di inizio Novecento e roba degna di colonne sonore da film Felliniano, da musicazione delle comiche e di giovani canaglie: il tutto mi ha divertito non poco.
Il fatto però è che a divertire e facendo un così bel lavoro non sono capaci in molti, in certi film ci riuscivano Piccioni, Trovaioli, in altri tempi alcune cose di Bregovic anche se con estetiche diverse, invece questa piccola orchestra fa un lavoro così eccellente che avrebbe potuto ascoltarselo anche la buon anima di mio nonno Romualdo e magari farsi un bel balletto con la Jole o con gli altri suoi amici gagà. Nell'ascoltare Rocambolesca spesso mi sono immaginato di essere ad una bella festa di paese, profumo di braciola, piada zeppa di strutto, signore in sala da ballo con la sottoveste bianca e vagonate di brillantina. "signorina Fiorenza… ci sarebbe quel ragazzo al tavolo con mia zia Egle, si chiama Marco, è un grande lavoratore e molto rispettoso del Signore… vorrebbe invitarla a fare questo ballo… sempre che non sia troppo sfacciato".

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