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Bulldozer – Unexpected Fate (Scarlet, 2009)

Era una vita che aspettavo il ritorno di Ac Wild ed Andy Panigada (Dove è finito Rob K Cabrini?!). Più o meno dal meraviglioso epitaffio in studio di Neurodeliri (1988), sicuramente il vertice assoluto della band meneghina. Tengo a sottolineare l'uscita di scena in grande stile del power trio, al massimo dello splendore, con il fantastico Alive… In Poland (1990) che sanciva definitivamente la maturità di chi avrebbe ispirato decine e decine di formazioni black scandinave e non. Come prova andate a leggere la scelta dei pezzi nell' album compilation di Fenriz/Dark Throne (Fenriz Presents… The Best of Old-School Black Metal) del 2004. Sentimentalismi a parte, il nuovo lavoro riprende perfettamente il discorso interrotto oltre vent'anni orsono.
Nessuna concessione, nessuna strizzatina d'occhi alle nuove tendenze: il tragico pathos della formazione è rimasto invariato così come la caustica ironia di Ac Wild (Micro Vip, Buried Alive By Trash). Una pioggia torrenziale di riffs Motorhead/Venom che anche oggi fa comprendere quanto fossero avanti i Bulldozer, riuscito melange di avant-grind, death, thrash e tutto ciò che ha infiammato gli speaker in trent'anni di extreme music. Ospiti di eccezione come Billy Sheenan e Jennifer Batten (chitarra di Michael Jackson nei tour di Bad e Dangerous) smaltano un lavoro che suona come un grande ritorno rispetto alle patetiche reunion cui ormai (purtroppo) siamo abituati. Back to the days of wrath!

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