Built To Spill – 26/10/08 Interzona (Verona)

Nemmeno i Built To Spill sembrano sfuggire al triste rito del tour autocelebrativo, in cui gruppi più o meno affermati mettono in scena sé stessi in gioventù attraverso concerti monotematici che ripropongono album dei tempi d'oro. Prima di loro, fra gli altri, i Melvins tentarono di ringiovanire riportando a spasso Houdini, i Sonic Youth officiarono la propria commemorazione "performing Daydream Nation" e pure gli Slint si riformarono per rifilarci una specie di "Spiderland quindici anni dopo" che faceva più tristezza dei Soliti ignoti rivisti da Amanzio Todini. Certo, l'indie non poteva pretendere di essere immune da questo logica necrofila tipicamente rock, ma nel proporre un prodotto così preconfezionato a uso e consumo dei fan vecchi e nuovi, dimostra una consapevolezza che rasenta pericolosamente il cinismo. Nel nostro caso, tuttavia, pare trattisi di qualcosa di diverso.

In luogo del solito scontato ripescaggio di un album di successo, il sestetto dell'Idaho decide, meritoriamente, di dare una seconda chance a Perfect From Here Now, l'album meno venduto della loro discografia e lo porta in tour attraverso l'Europa, come aveva già fatto per gli Stati Uniti la scorsa estate.
All'Interzona si aspettano il pubblico delle grandi occasioni e non hanno torto: quando gli svizzeri Disco Doom salgono sul palco, all'esterno c'è ancora gente in fila per il biglietto e la platea è abbastanza sguarnita. Sarà anche che il gruppo non è dei più intriganti, col suo indie rock anni '90, onesto, ma così calligrafico da non lascia il segno, né meritare ulteriori commenti: lasciano il posto, senza rimpianti, ai protagonisti della serata.
builtuspil___________4Nella sala che va facendosi torrida per il calore umano sprigionato dalla gente accalcata, i Built To Spill si presentano col tridente chitarristico, Doug Martsch al centro, basso, batteria e un polistrumentista che si divide fra le testiere e la viola. Incuranti dell'attesa che prende quasi consistenza fisica, i musicisti accordano con calma gli strumenti; poche parole e parte Randy Described Eternity, canzone che apriva il disco che si celebra stasera e la cui scaletta sarà eseguita per intero e nell'ordine. A parte qualche volume da regolare in apertura, tutto gira alla perfezione: i suoni sono ottimi, l'impatto delle diciotto corde crea un muro di suono che rasenta il noise senza mai sommerge la melodia, il tiro della band è buono. Pur trattandosi di un concerto prevalentemente per "adepti ai lavori" del gruppo americano lo spettacolo è estremamente godibile, grazie alle belle melodie che caratterizzano le canzoni e sfociano in lunghe code chitarristiche, che rivelano, sottotraccia, radici ben piantate nell'energico indie dei '90, radici solide che testimoniano come il gruppo abbia ancora ragione di esistere, comporre, suonare.
Dopo poco più di tre quarti d'ora Dough Martsch annuncia l'ultima canzone, suona Untrustable e saluta. Tutti sappiamo che non può finire qui; pochi minuti e sono tutti nuovamente sul palco: è la volta di un inedito, più conciso rispetto alla media dei pezzi ascoltati fino ad ora, un altro pezzo e poi Car, suonata un po' svogliatamente, ma bella comunque; ce ne vuole per rovinare una canzone del genere. Si chiudesse qui, il concerto sarebbe da 8 pieno.
builtuspil_________1Invece i Built To Spill decidono di strafare e pescando pezzi da tutto il loro repertorio, quasi replicano in durata la prima parte del concerto. Qualcosa però si è rotto, il gruppo è scarico, suona con sufficienza eccessiva: le chitarre, in precedenza così essenziali, si sovrappongono senza costrutto o spariscono improvvisamente e anche i minuti di silenzio spesi ad accordare fra un pezzo e l'altro, che in precedenza si erano sopportati di buon grado, ora diventano ulteriore fonte irritazione. Così, in poco più di quaranta minuti, il gruppo dilapida quasi completamente il vantaggio accumulato nella prima frazione, fino ad attestarsi su una striminzita sufficienza.
Avranno forse gradito i fans di vecchia data, di certo la maggioranza dei presenti, ma per altri si è trattato di un tour de force non da poco, aggravato dal notevole divario qualitativo fra la prima e la seconda parte del concerto. Ed è un vero peccato: per una volta che il tour "a tema" pareva funzionare, ci ritroviamo nuovamente con un po' di amaro in bocca.

(foto di Elena Prati)

Tagged under: , , , , ,

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Blast from the past!

Il buio ai margini di Drive-In: il ritorno degli '80s…

"Siamo arrivati così ai tanto vituperati Eighties, per l'inevitabile "revival" dei quali bisognerà forse attendere il giro di boa del…

07 Aug 2006 Articles

Read more

Grey History - Lucifer Over Disneyland (Radical Matters, 2010)

La premiata ditta Gianluca Becuzzi - Fabio Orsi continua nella collaborazione, questa volta a nome Grey History e con iconografie…

10 Jul 2010 Reviews

Read more

The Child Of A Creek - Hidden Tales and Other…

Dopo circa un anno dal precedente The Earth Cries Blood, l’artista che si cela dietro il nome di The Child…

04 Dec 2014 Reviews

Read more

Guazzaloca/Marraffa/Guerri/Brzytwa - From The Tale Of Pigling Bland (Setola Di…

Se masticate un po' di improvvisazione non penso di dover aggiungere nulla, se non che qui si tratta dell'impro che…

19 Jul 2010 Reviews

Read more

Child Bite - Vision Crimes (Joyful Noise, 2013)

I Child Bite sono considerati la miglior band live di Detroit. In otto anni di carriera hanno cambiato diverse formazioni…

13 May 2013 Reviews

Read more

Wussy - Buckeye (Damnably, 2012)

Wussy è un progetto nato nel 2001 a Cincinnati. E' stato scritto di loro che, dal 2005, anno in cui…

26 Jun 2012 Reviews

Read more

The Way Of Purity - Crosscore (Aural Music, 2010)

A dispetto della puerile presentazione da cospiratori e sovvertitori dell'ordine mondiale, alla fin fine, questi The Way Of Purity…

11 Jul 2010 Reviews

Read more

Caso - La Linea Che Sta Al Centro (To Lose…

E ancora con la menata che a me i cantautori, soprattutto se cantano in italiano, non fanno impazzire. E ancora…

29 May 2013 Reviews

Read more

Pablo Montagne – Solo Immobile (Guitar Works) (Setola Di Maiale,…

Guitar Works di nome e di fatto e visto che Pablo Montagne utilizza sia chitarre acustiche che elettriche le variazioni…

28 Sep 2010 Reviews

Read more

Merzbow/Gustafsson/Pandi – Cuts (Rare Noise, 2012)

Masami Akita, nell'ambito del noise massimalista di cui è maestro, ha probabilmente e da tempo già detto tutto e per…

08 Mar 2013 Reviews

Read more

Fog In The Shell - Private South (Paradigms, 2007)

Gruppo strano i Fog In The Shell, e strano sotto diversi punti di vista: il loro disco di esordio pur…

13 Mar 2009 Reviews

Read more

Blastula – Lingue Di Fuoco (Aimusic/Ambria Jazz, 2012)

Ecco di nuovo il duo voce-batteria messo in piedi da Monica Demuru e Cristiano Calcagnile: fa piacere vedere che simili…

06 Mar 2013 Reviews

Read more

Artifact Shore - Fun Is Near (Interference Shift, 2007)

In questo mini cd della durata di venti minuti circa, gli Artifact Shore dimostrano che alla facciazza di quelli che…

04 Apr 2008 Reviews

Read more

Massa Sonora Concentrata – Boe (Setola Di Maiale, 2015)

È terra estrema la Sardegna, in senso geografico e culturale, terra di confine e di confini. Se dall’isola ci sono…

18 Dec 2015 Reviews

Read more

Owen - Ghost Town (Polyvinyl, 2011)

L'anima sentimentale dei Kinsella, - non Sophie, quella del libro I Love Shopping e I Love Shopping…

14 Oct 2011 Reviews

Read more

Ak'chamel - Transmissions From Boshqa (Artetetra, 2016)

Nel mare di etno-freak che sta sommergendo il pianeta da qualche anno a questa parte il misterioso texano Ak’chamel cerca…

16 Jan 2017 Reviews

Read more
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
Back to top