Bobby Soul E Les Gastones – 28/06/09 (Nervi – GE)

Non sarebbe nostra intenzione dare spazio ai deliri del bieco Radu Kakarath: i suoi folli progetti, chi ci segue lo sa, sono sempre stati osteggiati dai membri della redazione, sia sul forum che nella vita reale.Tuttavia, a causa delle minacce di morte pervenuteci dal suddetto personaggio, minacce rivolte non solo alle nostre persone, ma anche i nostri famigliari e addirittura al piccolo Romualdo, ci siamo visti costretti a scendere a compromessi e ad acconsentire alla pubblicazione di questo suo delirante rapporto.

Agente RK 51.33.42
Rapp. 16-24/F
RISERVATO
 
Appena giunto nella capoluogo ligure vengo prontamente contattato dal camerata E.G.; è lui che mi guida, con passo marziale, al mio alloggio ed il giorno seguente mi conduce nei meandri della città all'appuntamento col gerarca M.G., cercando di incrociare il meno possibile l'orrido serpentone del cosiddetto Genova Pride. Da comunicazioni riservatissime avevo saputo che alcuni nemici del partito avrebbero partecipato alla manifestazione e l'occasione per eliminarli si annunciava ghiotta. Già da giorni mi era nota la defezione dell'anonimo nano che per convenzione chiameremo Ics, la cui annunciata assenza aveva quasi causato l'annullamento dell'intera kermesse, ma il gerarca M.G. aveva promesso di portarmi altri nomi interessanti. Il contatto, fissato presso il carro dei Coordinamento gay-lesbico di bobbyparadeestrema destra "Reichsleiter Rohm" avviene secondo i piani stabiliti: sebbene abilmente camuffato, lo identifico immediatamente in mezzo alla promiscua folla; ci salutiamo romanamente e subito mi passa ad annunciarmi che il famigerato Guido Arci Camalli, numero due nella lista nera del partito, è presenta alla sfilata sul carro dell'Arci Camalli Sodomiti di Imperia. Sfortunatamente tutti gli sforzi per individuarlo si rivelano vani, probabilmente perché il soggetto si nasconde dietro il suo consueto travestimento da drag queen. La notizia comunque più interessante è quella secondo cui il negro wannabe Bobby Soul si sarebbe esibito in serata, in una località poco lontana dal capoluogo. È un'occasione unica per colpire il nostro nemico numero uno ed offro al camerata M.G. la possibilità di partecipare all'azione. Egli tuttavia tergiversa e io, immaginandolo impegnato in altre, importanti operazioni, non insisto oltre. Prima di separarci siamo costretti ad attraversare, a passo dell'oca, la folla di donne col pisello e uomini con le tette (alcuni addirittura di colore), che sfila per le vie del centro su tir addobbati come per un Natale effemminato; cresce nei nostri cuori il rimpianto per i bei tempi del battaglione sacro tebano e dell'impresa di Fiume e solo l'orgogliosa nave degli orsi, che mi appare stagliandosi sullo sfondo di un palazzo dalle razionali geometrie littorie, salva, nella sua villosa virilità, la debosciata manifestazione e dona nuove speranze per il futuro.
Urge ora preparare alla perfezione il piano per la serata. Calcolo al millesimo i tempi di spostamento e su anonimi mezzi pubblici, mi porto in zona con ampio anticipo, per un sopralluogo. Contrariamente a ciò che diceva l'informativa del camerata M.G. trattasi non di locale per negri, ma di un sordido cocktail bar dove, giovani bianchi debosciati, si muovono al suono della musica del diavolo. Verso le 23 (ora locale), poco prima dell'inizio dell'esibizione, penetro nel posto, senza dare nell'occhio; per l'occasione mi sono tolto il passamontagna nero che mi ha accompagnato per tutto il giorno. Identifico subito l'obiettivo, stravaccato a un tavolo come uno zingaro; valuto tuttavia sia opportuno eliminarlo durante il concerto, in modo che nella confusione sia più facile dileguarsi. Mi apposto in un luogo da cui godo una buona visuale del palco, ma proprio all'inizio del concerto vengo imballato da un nigga forse membro delle Black Panther, ma quel che più conta, delle dimensioni di un rinoceronte nero. bobby___________________soul__________________live_150Essendo evidentemente impossibile sopraffarlo, causa l'esiguità del mio commando, decido di rimandare l'azione a fine serata. Mi tocca a questo punto sorbirmi tutto il concerto di questo pseudo-musicista: sapevo non sarebbe stata un'impresa facile, ma questo particolare rende l'azione addirittura eroica e solo l'imperitura fede nel partito e nelle sue idee mi dona la forza per sopportare tale obbrobrio. Già l'inizio, una cover del carboncino Otis Redding, è una chiara provocazione, segno che sarà una lunga notte e che il tutto non potrà che peggiorare. Piange il cuore vedere tanta bella gioventù ariana (escluso il leader, s'intende) cimentarsi con questa musica negroide: funk della peggior specie, spigoloso, che attorciglia le budella e induce subliminalmente a muovere le parti basse; è solo grazie ai miei anfibi chiodati, saldamente infissi nel parquet del locale, se riesco a non essere trascinato nel diabolico gorgo. Spiace ancora di più notare che il chitarrista e il batterista, almeno a livello estetico, non sfigurerebbero in un gruppo heavy metal di uomini bianchi, ma appaiono troppo ben calati in questa realtà per poter nutrire speranze di recupero. Sfilano intanto il brano manifesto Scimmione che sicuramente dice più di quello che lo stesso autore vorrebbe e l'utopistica Maschio Numero 1. Infine, quando il supplizio sembra finalmente giunto al termine, ci viene propinata una cover di De Andrè; forse, intuito il pericolo, il soggetto spera di ottenere indulgenza sbandierando la sua lontananza dalla musica nera. Comunque è tardi, il colpo è già in canna all'MSG90 e mi appresto a prendere la mira. È a questo punto che mi rendo conto che l'eccessiva sudorazione del soggetto e i conseguenti, mefitici effluvi proprio della sua razza, mi impedisce di avvicinarci a distanza utile per far partire il colpo mortale. A malincuore sono costretto a rinunciare e rinviare l'impresa a più propizia occasione. Mi ritiro con ordine e svanisco nella notte.

 
Le foto che accompagnano il rapporto sono state da me trafugate a Betty Bettuzza e Guido arci Camalli (quella coi ricchioni).

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