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Blake/e/e/e – Border Radio (Unhip, 2008)

Archiviati i Franklin Delano, Paolo Iocca, anche qui accompagnato da Marcella Riccardi, torna in pista con il nuovo progetto Blake/e/e/e. Non un cambio radicale rispetto alla precedente formazione, quanto piuttosto l’inserimento di nuovi elementi musicali e contaminazioni più marcate. L’album si presenta eterogeneo, privo di una vera e propria continuità tra un pezzo e l’altro. Gli umori variano dal folk a brani praticamente post punk, da pezzi tessuti su inteialature di mandolino a bassi dub. Vengono in mente molti nomi durante l’ascolto: Flaming Lips, This Heat, Animal Collective, Califone, tanto che, se c’è da individuare un limite nel disco, a prescindere dalle canzoni che rimangono comunque molto buone, è la fin troppo evidente provenienza delle ispirazioni. Non che sia veramente un difetto, nell’arco dei dieci pezzi il gruppo ha tutto il tempo di dimostrare la piena padronanza della materia, solo che, ascolto dopo ascolto, trapela una vaga sensazione di freddezza, come se, una volta presa confidenza con le canzoni, e scoperte le regole che le governano, si finisca col perdere il fascino e la magia che invece certi momenti sembrerebbero voler trasmettere. Come dire che è un gioco a carte troppo scoperte. Ciò non toglie che alla resa dei conti, Border Radio sia un buon disco, Paolo Iocca e Marcella Riccardi rivelano, ma si sapeva già e Blake/e/e/e è solo l’ulteriore dimostrazione, di possedere gusto e talento nel combinare le tessere di questo puzzle sonoro, che, pezzo dopo pezzo, rivela gli amori, le influenze e le ossessioni che hanno segnato il loro personale e particolare percorso.

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