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Bear Claw – Slow Speed: Deep Owls (Sickroom, 2007)

Ascoltando I Bear Claw come sempre ero ignaro di chi fossero e da dove venissero, perché se leggo i comunicati stampa lo faccio quasi sempre dopo essermi già fatto un'idea del disco, fatto sta che come immaginavo durante l’ascolto si tratta di un gruppo così americano che infatti viene da Chicago. Oltrepassata l'inutilità dei comunicati stampa, il mio commento di apertura i riferisce al suono, a quello che suonano ed al modo in cui lo fanno e non è per nulla negativo, come dire che da un nero del ghetto non sia lecito aspettarsi che giochi bene a basket. Da Chicago vengono solo due cose "i tori e gli Shellac ed io non vedo le corna", forse potrebbe essere anche un po' brutto dirlo ma si tratta proprio di post/math rock made in Chicago stile i succitati mostri ma anche primi 90 Day Man, Slint, Dianogah ma anche minori troppo velocemente dimenticati come Lustre King. Un bel gruppo, solido, prodotto perfettamente e ben suonato e con un'ottima capacità di scrittura, tanto che se fossero arrivati per tempo forse sarebbero stati loro uno dei riferimenti citati e non il contrario, ma il tempo vola come dicevano quegli intellettuali dei Gorilla Biscuits. Il cantato melodico per altro a tratti mi ricorda anche cose più prettamente post-core come Trans Megetti, Hoover e roba di quell'area grigia che al math ed al post rock diede un humus adeguato nel quale far crescere la propria semenza. Per quanto possa essere brutto e sembri che io li smonti in realtà mi sono ascoltato questo disco con piacere perché ripeto a fare gli americani, gli americani lo fanno ancora bene (a volte) ed un disco del genere registrato da Albini e masterizzato da Weston fa ciò che deve senza deludere le aspettative. La cosa più triste che si può dire in realtà è che l'ultimo Shellac mi fa venir molta meno voglia di essere ascoltato di questo disco ed è proprio un peccato, certo resteranno i "master of disaster" di questo suono ma avolte capita che i proprii epigoni ti battano al tuo stesso sport, ma se sei come "Dieguito" per fortuna hai tutto il resto della vita per dimostrare quanto vali fuori dal campo.

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