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Lee Gamble – KOCH (PAN, 2014)

Ritorno al futuro. Sarà ormai più di un mese che ascolto questo disco (alternandolo con altro, naturalmente), perchè con le sue 16 tracce ha una durata e una varietà di pezzi ovviamente impegnativa. É un doppio vinile uscito per PAN proprio in questi giorni: fondamentalmente e riducendo all’osso l’estetica musicale del lavoro, KOCH è composto da sprazzi di ambient dronici e ritmiche techno-dance che trapelano alle volte anche solo velatamente e quasi mai in modo fisico e impetuoso (se non in tre/quattro tracce) e forse questo è un po’ un peccato…

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Bug Jargal – S/T (Aut, 2014)

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Recuperare dischi dal passato e ristamparli dopo quasi vent’anni è sempre un’operazione un po’ pericolosa, perché si rischia di trovarsi in mano del materiale troppo vecchio. Ma ormai cos’è “vecchio” quando si parla di discografia? Nel giro di una sola settimana un lavoro diventa vecchio come quello uscito 10 anni prima. Oppure diventa nuovo e attuale perchè l’hype vuole farlo tornare di moda… cicli su cicli, corsi e ricorsi storici.

 

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Orval Carlos Sibelius – Super Forma (Clapping Music, 2013)

Si dice che dei dischi non bisognerebbe mai parlarne in forma personale, ma quando in qualche modo si rimane coinvolti, mi sembra un percorso obbligato scriverne in questo modo. Trovo importante e forse fondamentale ascoltare i dischi in tutte le possibili occasioni, per riuscire a cogliere al meglio le diverse sfaccettature che possono nascondere. Partendo così dall’ascolto in cuffia, passando a quello seduto in poltrona o mentre si sistemano gli altri dischi sparsi per casa, per finire con l’ascolto da automobile. Ed è proprio in macchina che un bambino di quattro anni (nel caso specifico mio figlio), mi chiede se il disco che stavamo ascoltando era dei Beatles.

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Nuno Moita/Matteo Uggeri – Bathala (Old Bicycle, 2013)

Provate a prendere il vostro registratore digitale o a cassette o minidisk che sia, e andare in giro a registrare i suoni ambientali. Rientrerete a casa con una quantità di minuti di fruscii o suoni indistinti che vi farà riflettere sul fatto che registrare l’ambiente non è poi cosa così immediata e facile.
Non basta certo un buon registratore e un buon microfono, ma ci vuole la sensibilità nel capire cosa può essere interessante o meno, e ancor più importante ci vuole poi buon gusto e tecnica nel saperli inserire a dovere in un disco.

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