since 1997, our two cents on indie/punk/post/electronica and more...

Attilio Novellino – Strängar (Forwind, 2020)

Sicuramente per un musicista come Attilio Novellino l’aggettivo “poliedrico” non è usato a sproposito: da lui non si sa mai cosa aspettarsi; è sufficiente, per rendersene conto, dare un’occhiata in quali vesti e con quanti progetti lo abbiamo recensito su queste pagine nel corso degli anni.  Detto questo, anche se di Strängar avessimo saputo tutto in anticipo l’impatto non sarebbe stato minore. Registrato sull’asse Stoccolma – Catanzaro usando come fonte principale il pianoforte (sono sue le strängar/corde del titolo), ma anche organo, sintetizzatori, harmonium, percussioni ed elettronica, è un disco al quale il termine “elettroacustica” va decisamente stretto perché, se dal punto di vista analitico descrive correttamente la tipologia degli strumenti coinvolti, è incapace di rendere a livello emozionale quanto si ascolta in queste quattro tracce. Fatta piazza pulita dell’eccessiva concettualità che, non di rado, appesantisce l’ascolto di lavori simili, Novellino si concentra sulla costruzione di una musica capace di creare profonde suggestioni e indicare percorsi lungo cui avventurarsi: il piano, suonato spesso in maniera “impropria”, si trasfigura dando voce a profondi paesaggi interiori mentre gli altri strumenti sembrano raccogliere e armonizzare il suono e il rumore del mondo circostante. La malinconia squarciata da attimi di estasi di Strängar I, una Strängar II prima febbrile e poi trasognante e le ultime due composizioni, più ombrose, drammatiche e rumorose, splendide nel far trasparire la poesia fra le coltri scure, gettano il germe di un moderno folk strumentale, lontanissimo dalla forma canzone ma vicino all’anima di chi ascolta. È musica intensa e di grande varietà espressiva che, anche quando sembra stratificarsi in rarefatte coltri ambientali, non assume mai quel senso indefinito e vacuo a cui spesso il genere tende. Strängar è un lavoro lucido e ispirato che convivere un’idea musicale forte con l’esigenza di utilizzare un linguaggio contemporaneo e nello stesso tempo comunicativo: merce rara.

Tagged under: ,

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Back to top