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Assumption – Absconditus (Everlasting Spew, 2018)

Potente death-doom corazzato tra i gloriosi Bolt Thrower e gli Oranssi Pazuzu più interplanetari. Equilibrato melange di generi una volta inconciliabili, ma che oggi si amalgamano attraverso suites di oltre quindici minuti entro le quali la tensione non si allenta mai, nemmeno negli interludi più spaziali e profondi. Il rifferama è assassino e mai scontato: Absconditus è altresì un disco molto bello per orfani dei Paradise Lost di Gothic e i Nocturnus di The Key. Antico e moderno nel senso che alla (vecchia) brutalità dei prime movers si coniuga una disinvolta libertà verso l’improvvisazione e l’utilizzo di strumenti non convenzionali per il genere (fiati e sinth). E’ naturale che sulla lunga distanza, brani tanto elaborati ma pur sempre di matrice heavy possano risultare faticosi e poco digeribili, ma non dimentichiamo che il mercato, nel tempo, ci ha abituati ad aberrazioni come Dream Theatre quanto Pain Of Salvation. Ben vengano gli Assumption, ci facciano (ancora) sognare e viaggiare.

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