since 1997, our two cents on indie/punk/post/electronica and more...

Artimus Pyle – Fucked from birth (Prank, 2006)

Era da tempo che non trovavo gruppi più duri di Zappa che “…è più duro di tuo marito", capaci di coinvolgermi e, in fin dei conti, col progredire della stempiatura ed i problemi di prostata era da mettere in conto che succedesse anche questo. Come se ciò non bastasse, cercare di darmi un tono intellettual-saccente tramite ascolti colti ed intrugli elettronici a volte non ha prodotto altro che l'allungamento dello scroto ed un notevole abbassamento della vista. Giuro: ho cercato nell'immondizia, ma ho faticato a trovare qualcosa che mi aiutasse…E quando ormai stavo per darmi per vinto gli Artimus Pyle hanno dato ragione a tutto quell’annaspare in mezzo al letame. Ora sia chiaro: dal modello His Hero's Gone non ci si schioda: già mi piacevano ai tempi del primo sette pollici e l'impressione rimane buona anche ora. Registrazione, titolo, cadaveri e bianco e nero come da copione, ma in tempi di magra forse questi sembrano quasi una vacca obesa. Meno neurotici dei pre-Tragedy ma altrettanto randelloni, più veloci e poco disposti ad andare per il sottile, se penso che il chitarrista era un roadie storico degli Avail mi vien quasi da ridere. Quest'anno devono anche essere passati per una toccata e fuga con gli Infarto Schaisse, peccato non averli visti. Insieme agli Anti You ed ai Municipal Waste sarebbero fra i gruppi pestoni che più sarei curioso di vedere. Se pensate che Nato per essere veloce non sia solo uno slogan adatto all'eiaculazione precoce, forse, questo cd è per voi.

Tagged under: , , , , , , ,

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Back to top