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April Fools Day – 9th (Junk, 2008)

Chi dice che la Spagna non ha nulla da offire in ambito indipendente? Etichette come la Elefant Records e festival come il Primavera Sound a Barcellona od il FIB di Bènicassim, (che acquisiscono prestigio edizione dopo edizione, line-up dopo line-up) dimostrano che anche la penisola iberica tiene gli occhi puntati su ciò che succede nel nostro piccolo mondo, esibendo un'invidiabile struttura organizzativa nell'ambito di concorsi, showcases e compilations per far conoscere ed apprezzare i propri gruppi. Ed è proprio da quest'ambito che arrivano i tarragonesi April Fool's Day, attivi sin dal 2002, e giunti finalmente al debutto dopo due demo. Il loro è un indiepop dotato di una forte componente "atmosferica" e sognante, dominato da arpeggi e distorsioni rarefatte che creano, attraverso i lunghi passaggi strumentali, una magmatica sospensione in un limbo sonoro di ottima fattura. I nomi che salgono alla mente durante queste quattordici tracce sono numerosissimi, partendo dalle influenze dichiarate Death Cab For Cutie (…And More Than Nine Hundred Footsteps potrebbe benissimo essere un'outtake di We Have The Facts And We're Voting Yes), Teenage Fanclub e Radiohead e spaziando sino ai Grandaddy (il cui spettro aleggia su gran parte del dischetto, sin dall'iniziale incipit The Ninth Red One), o a dei Sebadoh diluiti a più alta fedeltà. Guitar-driven music, insomma. Con pezzi che rientrano a pieno titolo in quel filone sonoro popolato da formazioni quali Rogue Wave o Nada Surf. Un lavoro ben fatto e nonostante tutto personale. Merita perlomeno un ascolto.

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